Monopoli pensa ai suoi figli, no al raddoppio della Bi Oil

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Tra una folla di cittadini accorsi a Palazzo di Città per esprimere il proprio dissenso, il Consiglio Comunale di Monopoli ha espresso il suo NO al raddoppio della produzione di Bi Oil, autorizzato dal Governo, sostenendo la mozione presentata dal consigliere Angelo Papio. La città questa volta non ci sta e sostiene la propria classe politica in quella che si annuncia una battaglia non facile, ma non impossibile da vincere. L’impatto ambientale  preoccupa non poco i cittadini ma, per riprendere quanto detto dal consigliere Domenico Alba, non solo la produzione non va raddoppiata, ma quell’impianto deve essere proprio chiuso. Non è da oggi, infatti, che il bruciatore, che immette metri cubi di fumi carichi di particelle di polvere molto cancerogene nell’atmosfera, l’essiccatore della sansa che produce la puzza in città e i gruppi elettrogeni che funzionano a Biodiesel, che già in se produce fumi cancerogeni che con l’aggiunta di adottivi come il metanolo diventa ancora più micidiale, destano fondati timori tra la cittadinanza monopolitana, così come quella triste statistica dell’AmoPuglia che segnala un pericoloso aumento di tumori tra la popolazione. Se prima in pochi si erano esposti nel sollevare il problema e a richiedere maggiori e più efficaci controlli, ora la cittadinanza sembra aver finalmente aperto gli occhi e preso coscienza dei rischi che comporta la presenza di certi stabilimenti e, la massiccia presenza a Palazzo di Città, ne è la testimonianza. Il sindaco Emilio Romani, da parte sua, sua che nella battaglia avrà bisogno di alleati e si rivolge al sindaco di Fasano. I rischi, infatti, non riguardano la sola popolazione di Monopoli ma, per la verità, anche quella di Polignano a Mare e Fasano, e quindi sarebbe auspicabile una presa di coscienza pluricomunale. Riusciranno i cittadini a vincere la loro battaglia per la salute? Staremo a vedere, ma era importante cominciare a dire no e Monopoli non si è fatta attendere.

Cosimo Lamanna

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