Ricerche petrolifere, assedio alla Puglia

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IL MINISTERO DELL’AMBIENTE SBLOCCA LA VIA PER GLOBAL PETROLEUM – LE SCELTE RENZIANE MINACCIANO LA PUGLIA?


A novembre 2014, a fronte delle osservazioni di comitati, movimenti, associazioni e singoli cittadini e al parere sfavorevole della Regione Puglia, il Ministero aveva richiesto alla Global Petroleum delle integrazioni alla documentazione. Evidentemente osservazioni di buon senso, tanto da richiedere approfondimenti. Tutto superato.
Il 14 ottobre 2016 il Ministero dell’Ambiente dichiara la compatibilità ambientale per l’indagine geofisica in 2D, ed eventuale 3D, nell’area dei permessi di ricerca d83 F.R-.GP e d82 F.R-.GP. Risulta in “predisposizione” il provvedimento relativo ai permessi d80 F.R-.GP e d81 F.R-.GP, che andrebbero a completare un’area, al largo delle coste pugliesi, di quasi 3000 chilometri quadrati.
Questi 2 (+ 2?) permessi, vanno ad aggiungersi ai 10 già concessi dal Ministero dell’Ambiente, che a giugno 2015 scatenarono la reazione indignata della Puglia. Per alcuni di questi (Spectrum, i primi Northern), i ricorsi presentati al TAR Lazio sono stati rigettati, rimane il ricorso al Consiglio di Stato; mentre un paio di essi sono rimasti “impigliati” nelle maglie del percorso referendario dello scorso aprile, che ha costretto il Governo a rivedere qualche norma. L’ombra del MISE per l’ok definitivo nei nostri mari è sempre più consistente. Sono gli effetti che si preannunciano devastanti dello “Sblocca Italia” e del fallimento del Rferendum contro le trivelle, effetti che, senza voler fare inutili allarmismi, si potrebbero rivelare davvero devastanti per una Regione come la Puglia che ha investito tanto, e con successo, su politiche turistiche miranti alla valorizzazione del territorio e delle sue ricchezze anche gastronomiche? Cosa resterà di quanto è stato fatto dopo le massicce prospezioni petrolifere nei nostri mari? “
Le creature del mare dipendono fortemente dall’udito che il senso piu’ importante che hanno.  I rumori dell’airgun possono causare sordita’, stress, depauperamento della specie. Uno deve solo pensare che questi spari devono arrivare a giacimenti che sono a decine di chilometri sotto la crosta terrestre, per cui non sono certo sussurri delicati. In piu’ si ripetono per 24 ore, ogni 5-10 secondi, ripetutamente” (Cit. Maria Rita D’Orsogna). Le politiche renziane sembrano minacciare seriamente la nostra Regione e questo a pochi mesi dal referendum potrebbe rappresentare un arma a doppio taglio per il Presidente del Consiglio e i suoi sostenitori locali che, sull’argomento, stanno evitando saggiamente di intervenire.

petrolio

 

 

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Cosimo Lamanna

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