Caccia fuori controllo, in Puglia si spara come in un far west

La prossima stagione venatoria avrà inizio ufficialmente domani 21 settembre ed ha già visto in Puglia l’apertura anticipata nelle date 1 e 14 settembre rispettivamente alla tortora e alla quaglia, sebbene siano considerate due specie in uno ‘sfavorevole stato di conservazione, e nonostante il parere contrario dell’ISPRA e delle associazioni ambientaliste, per evitare le solite mattanze di fine estate come denuncia la LAC Puglia. La stagione venatoria dovrebbe aprirsi regolarmente dalla terza domenica di settembre, ma ormai la Puglia da anni si è allineata con la componente venatoria più estremista consentendo di fatto tutti gli anni le pre-aperture, una pratica che è in contrasto sia con i principi delle Direttive Comunitarie in materia ambientale che con i principi scientifici per la conservazione e tutela  della fauna selvatica, e degli uccelli in particolare. La caccia ai primi di settembre è di gravissimo danno ed  impatto per gli animali selvatici e per questo la LAC Puglia da anni chiede che non venga più praticata:   la tarda estate è un momento particolarmente delicato nel ciclo biologico di molte specie in quanto molti giovani esemplari non sono ancora autonomi; si comincia a sparare quando sul territorio regionale sono presenti diverse specie migratrici protette, che vengono di sicuro disturbate ed anche sottoposte ad eventuale danno diretto come nel caso di uccisioni accidentali e dolose.La  Puglia, evidenzia la LAC,  è  un importantissimo “corridoio biologico”, attraversata ogni anno da diversi milioni di uccelli  migratori   che si spostano tra l’Africa,  l’Europa e l’Asia   per riprodursi e svernare. Purtroppo ogni anno milioni di animali, compresi  molti appartenenti a  specie protette e particolarmente protette, trovano la morte  nei nostri cieli, dopo viaggi che durano anche migliaia di chilometri. Tutto ciò senza considerare la piaga del bracconaggio nostrano e delle  tante  altre forme  di caccia illegale (ad es. reti di cattura e richiami) che sono alla base di vere e proprie mattanze. In alcuni casi non è esagerato parlare  di “mattanze”: visto che lo scorso anno la LAC ha calcolato che sono stati abbattuti circa 18 milioni di animali considerando il numero dei cacciatori in Puglia che sono 29.000, le giornate di caccia permesse dal calendario venatorio ed i “carnieri” potenziali, nella nostra regione. Il dato potrebbe essere sottostimato in considerazione del fatto che gli ATC (Ambiti Territoriali di Caccia) autorizzano l’ingresso in Puglia a migliaia di cacciatori extraregionali, con espedienti del tutto poco legali e dove si consentono vere e proprie mattanze ad Allodole, Quaglie e Anatidi in genere. Pasquale Salvemini delegato regionale della LAC afferma: “purtroppo si spara a tutto ed ovunque soprattutto nelle riserve protette (come nei parchi nazionali, nelle riserve regionali e nelle oasi di protezione) e si spara abbondantemente di più di quanto consentito dalla legge, mentre dall’altra parte i controlli sono praticamente insufficienti. Purtroppo siamo all’anno zero in una regione in cui l’ambiente e la tutela della biodiversità dovrebbero essere il punto di forza per uscire dal pantano”.

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