Monopoli “assalto” a Palazzo di Città

Non erano lì per “protestare”, ma erano lì per “manifestare” i loro timori i circa 500 cittadini monopolitani (movimenti politici, sindacati, associazioni comitati, studenti) intervenuti in occasione del Consiglio Comunale di Monopoli in programma questo pomeriggio alle ore 15.00 presso la Sala Ignazio Perricci. Per chi voleva risposte e certezze il Consiglio Comunale, avente come primo punto all’ordine del giorno la questione monitoraggio ambientale, si è rivelato da subito stato una vera delusione, almeno per quanto riguarda le prime battute. La seduta, dopo l’iniziale saluto, del sindaco Angelo Annese, è proseguita con una relazione dell’ing. Antonicelli che ha illustrato quanto fatto fino ad oggi dall’Amministrazione Comunale per tenere sotto controllo la qualità dell’aria. Relazione dettagliata, ma che non ha aggiunto nulla di nuovo a quello che finora era noto, così come nulla di nuovo ha aggiunto l’intervento del Primo Cittadino che ha ribadito con decisione quanto già asserito in altre circostanze e cioè che sulla base dei dati delle centrali dell’Arpa non è possibile asserire che l’aria a Monopoli sia inquinata, ritornando anche a lanciare accuse di terrorismo psicologico e di speculazione politica. Per quanti si aspettavano una maggiore disponibilità da parte di Annese ad ottemperare a quanto deliberato due anni or sono dal Consiglio Comunale, la delusione è stata inevitabile di fonte a quello che a tratti è apparsa come una chiusura totale al dialogo. I consiglieri di opposizione non sono stati a guardare e a turno hanno riportato la discussione sul quello che è il vero nodo del contendere è cioè, come ha sottolineato Papio, il Sindaco deve finalmente dare corso alla scelta dei due consulenti per progettare: 1) le Linee guida dei Monitoraggi ambientale e sanitario di Monopoli; 2) aprire il tavolo tecnico che includa tutte le componenti della città a cominciare dai cittadini che l’hanno chiesto; 3) dire chiaramente in che tempi dare corso a entrambe le cose. Questo ha deciso due anni fa all’unanimità il Consiglio comunale e questo è quello che si è tornati a chiedere oggi. Tutti concordi quindi nella necessità di fare seri e accurati controlli anche indipendentemente da quelli dell’Arpa. Anche dai banchi della maggioranza sono emerse importanti prese di posizione dal consigliere Rotondo ad Alba, ma anche dello stesso Laneve per citarne alcuni, è stata sottolineata la necessità di procedere ai controlli. Dai banchi dell’opposizione si è comunque ampliata la discussione non riducendola ai soli “miasmi”, ma ad una più generale problematica di inquinamento ambientale che riguardi anche, e non solo, le falde. Cosa accade se per esempio se i prelievi di acqua di falda vengono fatti lontano dai centri abitati? Lo ha fatto notare, tra le altre cose, la consigliera Cazzorla del M5S che peraltro ha evidenziato come la stessa amministrazione in alcune sue comunicazioni, aveva in passato fatto trapelare timori circa la situazione ambientale della città, in tal modo rimandando al mittente le accuse di terrorismo. Netta è stata la posizione di Tamborrino per il quale la relazione illustrata a inizio seduta non aveva assolutamente nulla a che vedere con quello di cui si discuteva in quel contesto. L’ingente presenza di cittadini, ha fatto da cornice ad una bella discussione andata a tratti anche al di là del gioco delle parti, in alcuni momenti particolarmente accesa, come nell’intervento di Matera, ma svoltasi in un clima di assoluta tranquillità sotto gli occhi attenti della forza pubblica che, per fortuna, ha dovuto soltanto regolare l’ingresso a Palazzo di Città. Una bella pagina di partecipazione e coscienza civica, si potrebbe dire, ma ora arriva la parte più difficile e cioè che alle parole seguano i fatti, perché la città aspetta fatti concreti che possano cancellare quelli che ormai sono diventati più che legittimi timori e a questo compito il sindaco Angelo Annese non può sottrarsi.

Cosimo Lamanna 

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