Popolare di Bari, Jacobini non risponde al Gip

Ritengono ingiusta l’ordinanza di custodia cautelare, per questo Gianluca Jacobini, residente a Polignano, e suo padre Marco hanno chiesto l’immediata revoca del provvedimento e si sono rivolti al Tribunale del Riesame. Agli indagati per il crac della Banca Popolare di Bari, il procuratore aggiunto di Bari Roberto Rossi e i sostituti Federico Perrone Capano e Savina Toscani contestano, a vario titolo, i reati di falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza. I due, nell’interrogatorio di garanzia dinanzi al Gip del Tribunale di Bari che ha firmato l’ordinanza di arresto, Francesco Pellecchia, hanno scelto di non rispondere alle domande. Nell’inchiesta sono indagate complessivamente nove persone. La misura cautelare ha riguardato anche Elia Circelli, responsabile della Funzione Bilanci della banca (ai domiciliari) e l’ex amministratore delegato Vincenzo De Bustis Figarola (interdetto per 12 mesi). Circelli è ora sottoposto ad interrogatorio. De Bustis sarà interrogato nei prossimi giorni. «I miei clienti, il dottor Marco Jacobini e il dottor Gianluca Jacobini – ha dichiarato alla stampa l’avvocato difensore dei due banchieri Francesco Paolo Sisto – si sono riservati di rendere un interrogatorio in modo più compiuto allorquando avranno la padronanza del materiale che la Procura ha acquisito. È chiaro che è una misura cautelare che noi reputiamo non giustificata – aggiunge il legale – dal punto di vista sia del merito assoluto della struttura sia delle esigenze cautelari. Chiediamo di verificare se le misure cautelari sono state correttamente applicate indipendentemente da quello che la folla chiede».

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