La prostrazione di don Giuseppe Goffredo e don Antonio Giardinelli

CONVERSANO Due giovani sacerdoti, don Giuseppe Goffredo e don Antonio Giardinelli, prostrati davanti all’altare e al Gesù Crocifisso della Maris Stella è una delle immagini della Settimana Santa che i fedeli di Conversano difficilmente dimenticheranno. Nel corso della celebrazione del Venerdì Santo, il parroco ed il suo vice della Maris Stella di Conversano si sono prostrati davanti all’altare, come avviene di rito il Venerdì Santo, questa volta per implorare la fine della pandemia. I due sacerdoti hanno replicato il gesto eseguito nel giorno della loro ordinazione sacerdotale. La prostrazione è un gesto che rimane impresso nella memoria di chi lo vive e di chi vi assiste. Nel giorno dell’ordinazione i giovani uomini che stanno per essere consacrati vengono invitati a prostrarsi e a pregare con la faccia rivolta al suolo perchè Dio sta per prendere possesso del loro essere, attraverso l’imposizione delle mani del vescovo, donando loro il potere di dire «Io» al posto di Cristo. Gettandosi a terra, essi esprimono la consapevolezza della loro assoluta sproporzione dinnanzi al compito che ricevono. Prostrarsi è un gesto forte, ma quando si è interiormente dominati dalla presenza del Mistero lo si sente adeguato. Anche Gesù si è gettato a terra in preghiera, nell’orto del Getsemani, nel momento della sua estrema debolezza umana, e ha invocato Dio chiamandolo Abbà. Nell’atto della prostrazione si uniscono familiarità e senso della potenza operante di Dio. Per questo i due giovani sacerdoti della Maris Stella hanno fatto ricorso a questo gesto denso di significato per implorare la fine di questa tragica epidemia.

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