Coronavirus, corruzione appalti di sanificazione, 3 arresti

Imprenditore barese arrestato nell’ambito di una inchiesta della Guardia di Finanza di Torino per un giro di mazzette sugli appalti di pulizia per l’emergenza Coronavirus. Ne dà notizia l’ANSA. Le manette sono scattate ai polsi di Mario Volpe, 59 anni, responsabile della Lucentezza di Bari (impresa che da anni gestisce l’appalto del Comune Conversano, ente estraneo a questa inchiesta) accusato di corruzione nell’ambito di una inchiesta sugli appalti nel comune di Nichelino, in provincia di Torino. Perquisizioni sono state seguite a Torino, Venezia e Bari. L’impresa è assegnataria di appalti nei confronti di numerosi enti pubblici sull’intero territorio nazionale nonchè nell’area torinese. Tre gli arrestati, tra cui un ex dipendente della stessa società, emissario per il pagamento di una presunta “mazzetta” e un dipendente di un’altra impresa di pulizia con sede in provincia di Torino, che aveva svolto il ruolo di mediatore. La vicenda è l’ulteriore sviluppo delle indagini che il 18 marzo scorso hanno visto i Finanzieri arrestare il Presidente della Commissione della gara regionale centralizzata per l’affidamento dei servizi di pulizia per enti della Regione Piemonte, Antonio Pastorelli, e la responsabile tecnica di un’azienda torinese e ritenuta intermediaria in quanto amica del titolare della società pugliese. In tale circostanza erano anche stati sequestrati 8 mila euro in contanti, suddivisi in 2 mazzette da 3 e 5 mila euro posti in una scatola di cartone. L’inchiesta che ha portato agli arresti di oggi è un rivolo dell’indagine sulla gara regionale in cui l’azienda era stata sospettata di aver ottenuto agevolazioni dal dirigente comunale il cui figlio aveva lavorato per un certo periodo con la stessa azienda. Come emerge dagli atti dell’inchiesta, e riportati nel provvedimento cautelare, tra Volpe e Pastorelli ci sarebbe stato uno scambio di messaggi e telefonate prima, durante e dopo la gara che ha portato all’aggiudicazione provvisoria del servizio regionale all’Rti La Lucente-La Lucentezza. Nelle more dell’aggiudicazione della gara principale La Lucentezza era stata affidataria per tre mesi per alcuni lavori di sanificazione nel Comune di Nichelino, il cui lotto era ricomprese nell’appalto regionale. Il caso messo nero su bianco nell’ordinanza di custodia cautelare è sempre lo stesso: una “mazzetta” da 8 mila euro fatta arrivare al funzionario comunale Antonio Pastorelli (già ai domiciliari da un mese) da Mario Volpe. Assieme a lui, adesso, sono stati arrestati Francesco Chieti, l’ex dipendente incaricato di portare la “mazzetta” da Bari a Torino e bloccato in aeroporto per l’emergenza per il coronavirus; Massimiliano Mastrolillo titolare di un’azienda di pulizie del Torinese che aveva anticipato i soldi per la “mazzetta”. Interrogato dalla procura, Pastorelli aveva sostenuto che quel denaro fosse un prestito, ma non ha saputo spiegare perché gli fosse stato recapitato in contanti e una scatola da scarpe, né tanto meno perché fosse stato utilizzato un intermediario.

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