Gioia, rientro a scuola tra molte perplessità

di ANTONELLA CAMPAGNA – La ripresa delle lezioni in presenza, a partire dal 10 gennaio, non fa stare tranquilli né il dirigente dell’I.I.S.S. “Ricciotto Canudo”, che comprende Liceo Scientifico, Liceo Classico e Istituto Tecnico di Gioia del Colle, né gli studenti. Il preside Rocco Fazio è, infatti, tra i firmatari dell’appello rivolto nei giorni scorsi al governo per chiedere di attivare la Didattica a Distanza e posticipare il rientro in classe di 15 giorni a seguito dell’esponenziale aumento dei contagi. Un accorato invito al premier Draghi e al ministro Bianchi in cui si fa riferimento ad “una situazione ingestibile” che, tuttavia, non ha ottenuto i risultati sperati.

Anche gli studenti dal canto loro, seppure con sfumature diverse, hanno le idee ben chiare in merito e quello che chiedono è anzitutto sicurezza. Filippo Donatone, rappresentante degli studenti del Canudo-Galilei – Marone e frequentante il Liceo Scientifico, ha affermato : “Gli studenti appoggiano totalmente la richiesta del D.S. Rocco Fazio. La crescita esponenziale dei contagi sul territorio gioiese e nei paesi limitrofi ci porta a pensare che il rientro in questo periodo sia una scelta poco calibrata. Inoltre, diversi studi prevedono che il picco dei contagi sarà toccato a metà gennaio, cioè poco dopo il rientro. L’istruzione è un diritto fondamentale e la DAD non permette che la qualità dello studio sia uguale alla didattica in presenza. Chiudere per le 2 settimane successive al rientro significa potersi permettere di vivere con serenità il resto dell’anno in presenza. Ne consegue che scegliere la DAD adesso, per poco tempo, potrebbe evitare di avere la DAD più tardi ma per un periodo di tempo maggiore. Noi studenti comprendiamo più di tutti il valore dello studio e sappiamo quali danni le lezioni a distanza abbiano provocato e proprio per questo consideriamo la situazione guardando non soltanto al presente e al futuro prossimo.” 

Di altra opinione Michele Falcone, anche lui rappresentante del Canudo-Galilei- Marone, ma frequentante l’Itt. “In questi giorni -ha dichiarato- si sta decidendo se tornare in classe o meno. Io penso che, anche se la situazione è critica, si dovrebbe tornare attuando una didattica mista per i ragazzi positivi o in quarantena e avendo una maggior accortezza per gli spazi comuni e per le attività laboratoriali. La DAD, come ben sappiamo non ha funzionato e riproporla nuovamente sarebbe un fallimento. Ormai dobbiamo imparare a convivere con il Covid-19, in particolare se la pericolosità è al pari di un’influenza, ricordando che non è una colpa essere positivi o in quarantena, ma è una colpa non dire di esserlo! Oltretutto il fatto di non sapere ancora oggi in che modalità si avrà il rientro a scuola è una presa in giro nei confronti di docenti, studenti e tutto il personale scolastico”.

Alessandra Lippolis , studentessa e portavoce del Liceo Classico, con grande concretezza conclude : “Noi studenti siamo consapevoli che la DAD non sia lo strumento ideale per la nostra formazione, tuttavia riteniamo che la situazione sanitaria attuale possa aggravarsi con il rientro a scuola in presenza e pregiudicare l’intero anno scolastico. Pertanto pensiamo sia utile ricorrere alla DAD per un periodo limitato (2 settimane) per scongiurare l’ipotesi di dover utilizzare la DAD per l’intero anno scolastico. È per questo che abbiamo fortemente sostenuto la richiesta del Dirigente scolastico Rocco Fazio. Ciò nonostante, non possiamo che attenerci alle disposizioni ministeriali e impegnarci a continuare ad adottare tutte le misure di sicurezza che consentono di limitare il più possibile i contagi all’interno della scuola e a promuovere la vaccinazione come unico vero strumento di salvaguardia della nostra salute che potrà consentirci di vivere serenamente la nostra vita fra i banchi di scuola”.

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