Medaglia d’onore al castellanese Pasquale Russo

Questa mattina a Bari, nell’Aula del Consiglio Regionale, in occasione della ricorrenza della Giornata della Memoria, è stata assegnata la Medaglia d’Onore al castellanese Pasquale Russo, concittadino che, durante il secondo conflitto mondiale, da soldato fu deportato dal 1943 al 1945 nei campi di concentramento nazisti. A ritirare la medaglia è stato il figlio Sabino Russo che ha preso parte alla cerimonia assieme ad una rappresentanza della famiglia.

Il Comune di Castellana Grotte è stato rappresentato dal Sindaco Francesco De Ruvo intervenuto appositamente per partecipare alla cerimonia barese per la Giornata della Memoria. La Medaglia d’Onore è stata consegnata dal Prefetto di Bari, Antonia Bellomo, insieme al Vice Presidente del Consiglio regionale della Puglia, Cristian Casili, al Sindaco di Castellana Grotte Francesco De Ruvo e al Presidente del Consiglio comunale di Monopoli, Luigi Colucci

La storia di Pasquale Russo è molto simile a quella di tanti altri deportati dai nazisti nei campi di concentramento in Germania. – Ha evidenziato il Sindaco De Ruvo – Siamo davanti ad una storia di privazioni umane e fisiche. Una storia che mai più vogliamo che si ripeta”.

Pasquale Russo ha trascorso in Germania due anni in stato di prigionia: dal 1943, quando fu fatto prigioniero dai nazisti dopo l’armistizio, al 1945 quando fu liberato dagli Alleati. Due anni in cui ha conosciuto la fame, le privazioni e il lavoro coatto. Nei registri ufficiali risulta la sua detenzione, con matricola 109622, in due campi nazisti: lo “Stalag II/A nei pressi di Neubrandeburg e lo “Stalag VI D” vicino a Dortmund. Durante la sua detenzione fu definito un “prigioniero collaborazionista”, ovvero destinato a svolgere lavoro forzato e quindi fu impiegato in una fabbrica di scarpe. Prima dell’arrivo degli americani, scampò fortunatamente alla morte quando i tedeschi ormai in fuga decisero di dare fuoco agli accampamenti dei prigionieri. 

Il figlio Sabino Russo riferisce che quando il padre tornò a Castellana, stremato nel corpo e nello spirito, riprese finalmente pieno controllo della sua vita e assieme agli ex commilitoni della classe 1913 ordinò una messa presso il Convento per ringraziare la Madonna della Vetrana per essere sopravvissuto alla guerra. Quando nel 1964 morì, ad appena 51 anni per un ictus cerebrale, lasciò una moglie e sette figli. A ricordarlo sono oggi i suoi figli e quanti lo conobbero, nel suo negozio da calzolaio a Castellana Grotte in via Diaz o nella sezione della DC locale dove la sera dava una mano.

La storia di Pasquale Russo non va dimenticata. – Sottolinea il primo cittadino di Castellana Grotte – Siamo davanti ad una delle tante storie umane che nella Giornata della Memoria è nostro compito ricordare affinché mai più si ripetano barbarie simili”.

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