Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”: Riaprire si fa sempre più difficile

Vittorio Farella, presidente dell’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci, in una nota spiega: ”Abbiamo partecipato fattivamente all’iniziativa intrapresa dal Presidente della commissione speciale ambiente di Conversano, Pasquale Loiacono, per riaccendere i riflettori sull’apparente stasi che sta contraddistinguendo questa frase di ennesime indagini, peraltro anche parziali, sul lotto 3 degli impianti di discarica a Martucci. Il consiglio comunale conversanese, al quale abbiamo partecipato, ha approvato l’ordine del giorno predisposto dal presidente Loiacono, integrandolo con alcuni emendamenti introdotti nel corso del dibattito consiliare. Il documento approvato richiama tutti ad una maggiore attenzione sui delicati passaggi in corso e invitato gli organi regionali e della Città  Metropolitana, nonché la stessa Amministrazione Comunale di Conversano, competente per territorio, apporre in essere tutti gli atti e i provvedimenti necessari a scongiurare vuoti e ritardi nelle procedure di salvaguardia del territorio, dell’ambiente e della salute dei cittadini dell’area vasta di contrada Martucci. Pungolo ulteriore all’amministrazione conversanese che già si sta adoperando sul tema ma con alcuni ritardi preoccupanti, soprattutto in ordine all’investimento della Città Metropolitana per l’attivazione della caratterizzazione dei rifiuti abusivamente interrati, ex articolo 242 e ss. del TUA.

Il dispositivo dell’o.d.g. è esplicito e perentorio, chiedendo la prosecuzione e l’accelerazione delle attività di monitoraggio in corso, nonché la concreta attivazione dell’istruttoria finalizzata all’avvio delle procedure ex art. 242 e segg. del TUA (Testo Unico  dell’Ambiente), oltreché la verifica degli impegni assunti dalla Regione con l’emendamento  approvato nel recente PRGRU del 14.12.2021 e l’individuazione da parte di Regione e Città Metropolitana di un sito di discarica di servizio e soccorso alternativo a Martucci. Lo  stesso o.d.g. chiede infine di avviare un “giudizio civile, nei confronti della Curatela  Fallimentare della “Lombardi Ecologia” s.r.l., finalizzato ad ottenere il risarcimento del  danno ambientale subito dal territorio di Conversano in conseguenza delle attività di  discarica (I e III lotto) per come poste in essere, e per l’effetto anticipare domanda di  insinuazione al passivo dello stesso fallimento”.  

Ma nel frattempo la Regione non è rimasta inerte e proprio pochi giorni fa la Giunta, DGR  1311 del 28.9.2022, ha deliberato una Disposizione in favore del Comune di Conversano per il completamento delle indagini ambientali presso il sito di Contrada Martucci” molto interessante nel suo contenuto non solo per la ricostruzione del procedimento in atto e la  cronologia della lunga e martoriata vicenda Martucci quanto per alcuni passaggi davvero illuminanti sullo stato dell’arte e sulle difficoltà che ormai si descrivono apertamente sul  destino del sito Martucci. Infatti oltre a ribadire, ormai stancamente, di non ritenere (si  badi al termine utilizzato) che lo stato dell’area non desta motivi d’allarme e a “rendere i Comuni… parte attiva nelle attività a farsi, che dovessero ritenere opportune, e finalizzate ad una più dettagliata conoscenza dello stato ambientale di falda, suolo e sottosuolo  nell’area vasta denominata “Contrada Martucci”, ovviamente sotto l’egida della Sezione regionale Ciclo dei rifiuti e bonifiche nel coordinare le azioni e valutare le proposte  presentate dai Comuni, sentite ARPA e ASL, c’è la novità della DGR n. 510 del  29.03.2021 che testualmente recita “si dava atto che “l’Area Vasta c.da “Martucci” risulta inserita nell’anagrafe dei siti da bonificare come “in Fase di Accertamento” e si impegnava “il Comune di Conversano ad elaborare, avvalendosi del supporto tecnico di Arpa Puglia, e a trasmettere, entro 30 giorni naturali e consecutivi dalla notifica della presente  deliberazione, alla Regione una strategia di intervento che individui le più opportune  misure di prevenzione da adottare al fine di scongiurare e prevenire eventuali minacce per la salute e l’ambiente derivanti dalla “vecchia discarica Lombardi” in c.da “Martucci”, in agro del Comune di Conversano, esplicitando, altresì, la stima dei costi necessari all’esecuzione delle stesse”. E soggiunge conclusivamente: “A seguito della notifica della  suddetta DGR non risulta pervenuta alcuna strategia di intervento”. Ulteriore bacchettata,  nonché colpo basso, nei confronti del Comune di Conversano, ovviamente guardandosi  bene da ogni autocritica per la loro parte non indifferente di responsabilità sullo stato delle  cose. Ma quest’ultimo motivo ritorna prepotente in un’ammissione che per davvero ci ha  sorpreso. Infattti per la prima volta si sono interrogati e chiesto ( a chi, se loro stessi sono i decisori?) di “supportare adeguatamente ogni decisione SULL’UTILIZZO O  MENO DELLE VASCHE A E B con un quadro di conoscenze più dettagliato possibile  dello stato ambientale del sito che non può prescindere dalla conoscenza dello  stato qualitativo delle acque di faldaper “consentire l’attuazione ovvero la  rimodulazione della programmazione ed assicurare la chiusura del ciclo dei rifiuti in  Regione Puglia (la DISPONIBILITÀ/INDISPONIBILITÀ delle vasche di discarica A e B  determinano criticità nella gestione dei rifiuti nell’intero territorio regionale poiché il  fabbisogno di smaltimento fino al 2025 è TEORICAMENTE soddisfatto anche grazie  a questo impianto di discarica non ancora disponibile).”. 

Non c’è bisogno di aggiungere alcun commento: IL CERCHIO SI STA CHIUDENDO E LE DIFFICOLTÀ STANNO DIVENENDO ORMAI SEMPRE PIÙ INSORMONTABILI. DA UNA PARTE UN CRONOPROGRAMMA DELL’EMENDAMENTO AL PRGRU CHE  STA PRATICAMENTE SALTANDO (ormai mesi di ritardo), DALL’ALTRA LA  SCADENZA DEL 2025 SEMPRE PIÙ INCOMBENTE (per la chiusura definitiva di ogni  attività a Martucci), UNITAMENTE ALLE RESISTENZE DELLA PROGETTO GESTIONE BACINO BA 5 AD INTERVENIRE PER LA RISISTEMAZIONE DELLE VASCHE DI SERVIZIO E SOCCORSO (spinte fino al limite del ricorso in appello alla sentenza del TAR  che ingiungeva alla Società un intervento di ristrutturazione delle vasche secondo i dettami  regionali, derivanti dalle ipotesi del CTU Boeri nel processo penale) PER MANCATA CONVENIENZA ECONOMICA IMPONGONO, RAZIONALMENTE E LOGICAMENTE, L’IMMEDIATA RICERCA DI SOLUZIONI ALTERNATIVE. 

Noi, comunque, non abbasseremo la guardia e resteremo vigili fino in fondo.

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