IMU agricola: rimane aperto uno spiraglio per i terreni colpiti dal disseccamento dell’ulivo

Commissione Finanze, durante la discussione del decreto Imu Agricola, il Governo boccia tutti gli emendamenti del M5S per l’esenzione, parziale o totale, del balzello. Domani prevista votazione di ulteriori due emendamenti 5 Stelle, oggi accantonati

Dalle piazze d’Italia, la battaglia contro l’iniqua ed ingiusta imposta sui terreni agricoli ritorna a Montecitorio. In Commissione Finanze, infatti, è nuovamente scontro parlamentare sul decreto “Imu agricola” con la maggioranza guidata dal Partito Democratico e lo stesso Governo Renzi che hanno bocciato praticamente tutti gli emendamenti presentati dal Movimento 5 Stelle per una esenzione parziale o totale del balzello. La partita rimane aperta per quei terreni contaminati o per quelli colpiti da fitopatie come la Xylella fastidiosa, la peronospera o simili.

I partiti non hanno voluto sentir ragione e, nonostante le nostre continue pressioni in Commissione Finanze dove abbiamo riportato la voce degli agricoltori italiani, hanno praticamente bocciato tutte le proposte fatte – dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – Abbiamo chiesto un accantonamento degli emendamenti  per estendere l’esenzione dall’IMU per i terreni agricoli danneggiati da fitopatie, per quelli da bonificare e presenti nei siti di interesse nazionale (SIN). Non ci resta che rivolgere un ulteriore appello alla coscienza dei parlamentari del Partito Democratico per mantenere, per una volta, la parola data agli agricoltori, soprattutto nelle piazze pugliesi. L’occasione per poter fare qualcosa di concreto c’è – prosegue L’Abbate (M5S) – Abbiamo dato alla maggioranza ed a questo Governo tutti gli strumenti per evitare questo ulteriore balzello che, ricordiamo, serve per coprire i fondi per i famosi 80 euro che sono serviti a Renzi per vincere le elezioni europee dello scorso anno. Andrebbe tesa una mano almeno a quegli coltivatori pugliesi colpiti da fitopatie e che stanno vedendo un drastico crollo delle produzioni e del reddito, non per colpa loro”.

Decisivo sarà il voto di domani, giovedì 12 marzo, sempre in Commissione Finanze ma, almeno sinora, il Governo si è dimostrato alquanto poco incline al confronto sui 200 emendamenti presentati dalle diverse compagini politiche, lasciando un misero spazio al dibattimento degli stessi. “Qui è a rischio l’abbandono dei campi e si mette seriamente a rischio definitivo il 35% della produzione nazionale, 8% mondiale, di olio di oliva che la Puglia può vantare – conclude Giuseppe L’Abbate (M5S) – Se l’aiuto che il Governo intende dare ai coltivatori colpiti da fitopatie come il Co.di.ro (Complesso del disseccamento rapido dell’olivo) è quello di una ulteriore tassazione, Renzi può anche chiedere di cancellare definitivamente l’olivo dallo stemma della Regione Puglia. Confido che la coscienza degli altri parlamentari pugliesi li porti a far sentire il proprio peso durante la votazione”.