Coronavirus, gli hobbisti possono tornare in campagna

I tanti cittadini che avevano un orto potranno tornare a coltivarlo. A seguito delle misure per contrastare il COVID-19, infatti, gli spostamenti in campagna erano consentiti solo per gli agricoltori professionisti o per chi avesse nel proprio podere animali da accudire. Ora, grazie alla pressione parlamentare del MoVimento 5 Stelle che ne ha fatta esplicita richiesta alla ministra dell’Agricoltura Bellanova durante la sua informativa alle Camere, il sito del Governo ha esplicitato la questione in maniera indiscutibile nelle sue FAQ. “Il Dpcm 10 aprile 2020 ha espressamente autorizzato le attività contraddistinte dai codici Ateco riportati nell’allegato 3 dello stesso provvedimento, tra cui figura anche il codice 81.30 relativo alla cura e manutenzione del paesaggio. Questo vuol dire che è consentita anche la manutenzione dei giardini privati?”. Risposta: “Sì, tra le attività consentite rientrano la cura e la manutenzione di parchi e giardini pubblici e privati, di ogni altra area verde pubblica o privata, del paesaggio agrario e rurale, comprese le superfici agricole di limitate dimensioni adibite alle produzioni per autoconsumo. Inoltre, nei territori dei Comuni colpiti dalla diffusione del batterio Xylella fastidiosa, rimane obbligatorio eseguire su tutte le superfici, anche se di limitate dimensioni, le buone pratiche agronomiche ed ambientali prescritte dalle competenti Autorità fitosanitarie”.

In realtà, per gli hobbisti ciò era già concesso in ben 5 regioni italiane grazie ad ordinanze ad hoc (Liguria, Lazio, Sardegna, Toscana e Basilicata) mentre in Puglia nulla era stato fatto sinora in tal senso, nonostante le pressioni dei consiglieri regionali 5 Stelle. “Ora nel rispetto delle normative di sicurezze anti COVID-19 – spiega il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – tutti i cittadini che posseggono un orto possono tornare ad occuparsene senza problemi. La questione era demandata alle regioni perché loro detengono il polso della situazione sanitaria sul territorio e conoscono i diversi aspetti rurali. Purtroppo è stato necessario questo intervento governativo per smuovere anche i governatori più reticenti”.

Per quanto riguarda, invece, le azioni di contrasto alla Xylella fastidiosa, la situazione si era già dipanata grazie ad una nota del Dipartimento Agricoltura regionale ma solo per le zone cuscinetto e contenimento. “Dopo diverse mie sollecitazioni, anche attraverso i prefetti – spiega L’Abbate – è arrivato il nullaosta per le arature e trinciature che vanno necessariamente attuate entro il 30 aprile ma che, essendo consigliate anche per tutti gli altri territori pugliesi, ora possono essere effettuate ovunque”.

Un ulteriore chiarimento, intanto, è giunto sull’autorizzazione alle imprese agricole che effettuano vendita diretta in azienda che, una volta avvisato il Comune, potranno allestire un punto vendita anche negli altri paesi viciniori, assicurando ovviamente il distanziamento sociale previsto dalle relative prescrizioni sanitarie.

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