Inedito testamento spirituale del vescovo Antonio D’Erchia

Diventa sempre più ristretto anzi insufficiente lo spazio per accogliere i numerosi cospicui fondi librari che pervengono all’Archivio Diocesano e alla Biblioteca Diocesana di Conversano. A quelli di don Vitantonio Laporta, del dott. Adolfo Tirelli, della prof.ssa Rosamaria Manghisi, della sig.ra Anita Abbadessa-De Mola, del prof. Franco D’Aprile, dell’ins. Tella Pinto, del dott. Gianni Del Medico, del precedente nostro vescovo mons. Domenico Padovano e infine di mons. Leonardo Erriquenz, già protonotario apostolico e prelato d’anticamera del papa Giovanni Paolo II e morto il 30 luglio scorso, si è aggiunto l’archivio privato di mons. Antonio D’Erchia, amministratore dal 1964 e vescovo di Conversano-Monopoli dal 1970 al 1987. Il suo archivio è stato donato dal vescovo di Castellaneta mons. Claudio Maniago e dalla diocesi e a loro va il fraterno e cordiale ringraziamento di tutta la nostra diocesi. L’archivio del presule D’Erchia è costituito esclusivamente da carte manoscritte, che ne illuminano la vita e la persona interiore, ne evidenziano la certosina e meticolosa preparazione dei testi omiletici per le tantissime occasioni e incontri pastorali e liturgici dapprima a Monopoli e poi a Conversano-Monopoli, e si dispiega con altra abbondante documentazione raccolta nella Miscellanea e in altre serie.
Il lavoro di regestazione è affidato ai collaboratori volontari Franco Fiorentino ed Enzo Cortese e a loro va tutta la nostra riconoscenza e gratitudine. Attualmente sono stati regestati 736 fascicoli della serie Miscellanea e 525 fascicoli raccolti nella serie intitolata Temi di predicazione.

Nel ricordo del 23° anniversario della morte del vescovo Antonio D’Erchia (6 ottobre 1997), vogliamo proporre il suo inedito testamento spirituale redatto ad Ariccia il 14 ottobre 1981, estratto dal fondo a lui intitolato.

Trasportandomi in spirito al giorno e all’ora della mia morte, che, per i meriti della Morte di Gesù, ardentemente desidero incontrare nella sua grazia e in stato di salvezza, esprimo i miei sentimenti supremi.
Ringrazio umilmente il mio Dio per il dono della vita.
Ringrazio anche con viva riconoscenza i miei amatissimi genitori, i quali, nel santo timore di Dio, quali suoi collaboratori, dopo altri nove figli, mi trasmisero la vita. Sono loro grato e lo sono anche verso i carissimi fratelli e sorelle per il bene che mi hanno voluto, per l’educazione datami, per la concorde volontà con la quale mi aiutarono a continuare gli studi e a seguire la vocazione al Sacerdozio.
Ringrazio dal fondo del cuore Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo per il S. Battesimo, per l’educazione alla Fede e alla vita cristiana, per la Vocazione Sacerdotale, per la dignità episcopale: nullis meis meritis, sed sola dignatione misericordiae suae.
La formazione seminaristica, la lunga vita sacerdotale, il servizio sacro alla S. Chiesa di Dio come parroco e come Vescovo, sono un’ininterrotta catena di prodigiosi doni di grazia nella mia esistenza.
Desidero qui rinnovare la mia ferma Fede, come l’ho appresa sulle ginocchia della mia Madre terrena e della S. Madre, la Chiesa. In questa Fede, per dono di Dio sempre professata e vissuta, intendo terminare la mia vita, fino all’ultimo respiro. Credo tutto quello che Dio ha rivelato e la S. Chiesa ci propone da credere.
Desidero rinnovare la mia ferma gioiosa speranza di entrare nel possesso del Paradiso, per la Morte e Resurrezione di Gesù Cristo e per la fedeltà di Dio alla sua promessa.
Desidero esprimere la mia carità verso Dio, che mi ha amato da sempre con infinito amore e, per amor suo, esprimo amore per tutti i fratelli in Cristo e per tutti gli uomini, perché siano salvi, perdonando a quanti mi avessero in qualsiasi modo offeso o danneggiato, ringraziando di cuore quanti mi hanno aiutato e chiedendo sinceramente perdono a quanti offesi.
Con affetto filiale canto il mio amore e la mia gratitudine a Maria SS., Vergine e Madre di Dio. Ringrazio quanti – a cominciare dalla mia Madre – m’insegnarono a conoscerLa e ad amarLa. A Lei, Regina di potenza e di clemenza, affido gli ultimi istanti della mia vita, perché si concluda in grazia di Dio.
Elevo la mia preghiera al mio buon Angelo Custode, al Santo del mio nome, ai Santi Patroni di tutta la mia vita, specialmente S. Giuseppe, S. Benedetto e S. Scolastica, S. Luigi Gonzaga, S. Teresa di G.B., S. Giovanni Bosco e il Curato d’Ars, S. Francesco di Assisi e S. Domenico e tutti i Santi, particolarmente i Santi Apostoli Pietro e Paolo, perché mi ottengano dal pietosissimo Signore una santa morte, vera Pasqua della mia vita in Cristo, morto e risorto per me.
Con grato animo penso alla mia Città natia, nella quale fui generato alla vita e alla grazia; ai luoghi della mia formazione a quanti ne presero amorevolmente cura; ai luoghi del mio servizio sacerdotale ed episcopale: la mia Diocesi di origine Castellaneta, le Diocesi di Altamura, Acquaviva delle Fonti, Conversano e Monopoli. Per dono di Dio, ho profuso, pur tra tanti difetti e limiti, tutte le mie forze, perché quelle sante Chiese crescessero sempre più nella Fede, nel servizio di Dio, nell’amore del prossimo, sicché tutti giungessero a salvezza.
A tutti, che mi furono fratelli e figli in Cristo, nostra Salvezza, con cuore di Padre nella Fede, rivolgo l’esortazione alla santa perseveranza nell’amore di Dio e dei fratelli, impartendo l’ultima mia pastorale Benedizione e rivolgendo accorata domanda di preghiere e di santi suffragi, perché, per i santissimi meriti di Gesù Cristo, mio amore e mia salvezza, e per l’intercessione della sua e mia SS. Madre, Maria, sia fatto degno di entrare nell’eterna comunione con Dio, Uno e Trino, Padre e Figlio e Spirito Santo, con la B. V. M., mia dolcissima Madre, e con tutti i Beati Spiriti e i Santi.
Gesù, mio Salvatore, ricordati della tua morte nell’ora della mia e salvami per il tuo Preziosissimo Sangue.
Maria SS., sii presente, accogli l’anima mia e presentami al tuo Divin Figlio Gesù.
San Giuseppe, Patrono dei moribondi, prega per me e corri ad assistermi.
Moriatur anima mea morte justorum.

Ariccia, Casa di Gesù Sacerdote, 14.X.1981. + Antonio Vescovo D’Erchia

trascrizione di Enzo Cortese
Archivio Diocesano Conversano
info@archiviodiocesano.info

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