Monopoli, DDI, il Comune aveva provveduto a quanto di competenza?

Ormai è chiaro che una classe politica sterile, senza idee e senza personalità, sta cavalcando l’onda della didattica a distanza o in presenza per accontentare le proprie clientele elettorali o ampliare il proprio consenso, e questo avviene purtroppo non soltanto a livello nazionale e regionale, ma anche a livello locale. E così si assiste allo show dei nostri politici che spesso e volentieri si ergono a difensori del nulla senza alcun rispetto per chi a scuola lavora quotidianamente. Ma non amando giudicare in superficie ed essendo amanti della verità rispetto al facile assecondare delle emotività di piccoli o grandi gruppi sociali, abbiamo cercato di capire come stanno realmente le cose relativamente all’annosa questione DDI. Come ben tutti sanno a scatenare la bagarre nella nostra Regione è stata l’ordinanza del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano avversata dal Ministero della Pubblica Istruzione e finita in Tribunale. Ora basterebbe solo il fatto che la stessa giustizia si sia pronunciata in maniera non omogenea per comprendere lo stato di disagio e di confusione in cui si trova il personale scolastico lasciato praticamente solo a trovare soluzioni dalla sera alla mattina. Purtroppo invece di comprendere la momentanea difficoltà, anche in questo caso non si è persa l’occasione per dare addosso alla scuola, nel caso specifico la scuola primaria, trovatasi in un vero e proprio limbo da questo punto di vista. Perché? Stando a quanto recita l’art. 1 del Contratto Collettivo Nazionale “l’attività didattica digitale integrata (di seguito DDI) in forma complementare o esclusiva qualora dovesse disporsi la sospensione dell’attività didattica in presenza, al fine di garantire la continuità del diritto all’istruzione, quale strumento complementare alla didattica in presenza nelle istituzioni scolastiche di secondo grado, ovvero, nella generalità delle istituzioni scolastiche qualora l’andamento epidemiologico dovesse configurare nuove situazioni emergenziali a livello nazionale ...”; Insomma, per farla breve, stando così le cose le scuole primarie, essendo state riaperte all’utenza, non erano tenute a fare la DDI e che quanto dirigenti e docenti delle nostre scuole stanno assicurando è non solo encomiabile, ma più di quanto il contratto chiede loro. Poca roba? Non direi visto che spesso si assiste a prese di posizione da parte di politici che dimostrano di non aver nemmeno dato un’occhiata all’aspetto giuridico, cosa molto grave, ma non è tutto. A cosa è stato dovuta la non immediata attivazione della DDI che pure le scuole avrebbero voluto fare? Alla rete insufficiente e di chi era la responsabilità? Non spetta a noi, in questa sede, stabilirlo, possiamo soltanto dire che da alcune scuole di Monopoli era stata fatta esplicita richiesta al Comune di Monopoli per il potenziamento della rete ma, a quanto pare, la richiesta si era persa, come spesso capita, nei corridoi della burocrazia di Palazzo di Città. Insomma, prima di sparare addosso alla Croce Rossa, come si suol dire, nel caso specifico la Scuola, qualcuno a livello politico dovrebbe farsi un esame di coscienza.

Cosimo Lamanna

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