Polignano, ha riaperto ieri la Fondazione Pino Pascali, ecco gli orari

Ha riaperto ieri, martedì 16 febbraio 2021, la Fondazione Pino Pascali. In seguito alla riapertura il museo e il suo staff saranno pronti a ripartire e ad accogliere il pubblico con entusiasmo e in tutta sicurezza, dal lunedì al venerdì, nel rispetto delle normative vigenti, dalle 16 alle 20.

Oltre alla collezione permanente, con le opere degli artisti vincitori del Premio Pino Pascali e i magnifici Cinque Bachi da setola e un bozzolo di Pino Pascali, i visitatori troveranno al museo una mostra ludica e fantasiosa per grandi e piccoli intitolata Pupi & Fantocci. In un momento di grande incertezza e mestizia sociale torniamo a sorridere con i Pupi e Fantocci per auspicare un ritorno ad una gaiezza e a ricordi fanciulleschi per ora sopiti.

I pupi della tradizione siciliana selezionati da Paolo Comentale e provenienti dalla prestigiosa collezione di Aldo Mosca a Corato saranno messi a confronto con le sculture-fantocci tridimensionali realizzate in cartapesta dal maestro Deni Bianco di Putignano, tra i più conosciuti a livello nazionale nell’arte della cartapesta di tradizione pugliese. Un dialogo nel quale tradizione, innovazione, spensieratezza si concretizzano nel lavoro delle mani delle nostre eccellenti maestranze tra arte e artigianato.

Deni Bianco ha pensato di realizzare sculture ispirate ai disegni per la pubblicità di Pino Pascali come dichiara egli stesso: “lo scorso anno mi capitò tra le mani il catalogo ‘Pino Pascali, lavori per la pubblicità’ che presenta una selezione di suoi schizzi fantasiosi e buffi. Sfogliando il libro, non ho potuto fare a meno di immaginare che quei personaggi potessero venir fuori dalle pagine. Ricordo anche il rammarico che accompagnò questa visione per la consapevolezza che, vista la complessità di un tale lavoro, non avrei potuto disporre del tempo necessario per realizzarlo. Poi, improvvisamente, il Covid e la successiva costrizione a casa. Per me è stata una piacevole scoperta di ritmi nuovi, di giornate cadenzate dalle trasmissioni alla radio, di riflessioni introspettive e intime al sapore dell’incantevole esplorazione per via tridimensionale del tratto di Pino Pascali. Il risultato sono pezzi unici in cartapesta realizzati con la tecnica a calco e di cui sarà possibile vedere tutte le fasi “.

Gli uni di fronte agli altri i Pupi della tradizione siciliana e i Fantocci in cartapesta ispirati ai disegni di un artista contemporaneo innescano un dialogo virtuale e giocoso. I pupi realizzati dal professore Aldo Mosca eccellente interprete della scuola catanese, hanno dimensioni ragguardevoli e possono arrivare a un metro e venti di altezza, sono arricchiti da pesanti armature in metallo sbalzato a mano e preziosi abiti cuciti da sapienti mani. I Pupi, diffusi in Italia meridionale durante la dominazione spagnola, sono stati inseriti nel 2008 nella lista Unesco del patrimonio immateriale dell’umanità.

I Fantocci in cartapesta di Deni Bianco partono dai celebri disegni per la pubblicità eseguiti da Pascali per l’Algida e per altri spot televisivi. Una tecnica, quella della cartapesta, che in Puglia ha origini antichissime e ancora oggi si avvale di materiali ‘poveri’ come vecchia carta, filo di ferro, gesso, colla con acqua e farina. I disegni di Pino Pascali sono degli anni ’60 e raccontano le storie ironiche e surreali di personaggi che vivono all’interno di fantasiosi racconti per i Caroselli TV.

Nella mostra si presentano gli antichi Pupi, il passato e la tradizione dei Paladini di Francia e delle gesta cavalleresche, pronti per essere animati dalle mani e dalla voce dell’uomo che darà loro la dinamicità, la leggerezza, l’espressività, insieme alle piccole sculture ispirate ai disegni e agli spot pubblicitari e televisivi di Pascali. Con un balzo all’indietro si concretizzano in piccoli fantocci a tutto tondo, in una combine o corto circuito che il maestro Deni Bianco artista e artigiano riesce a governare magistralmente.

Oltre alla mostra Pupi&Fantocci, la Fondazione Pino Pascali propone il video, già presentato in un evento online lo scorso 3 febbraio, With Age comes Wisdom della giovane artista israeliana e di origine palestinese Juman Daraghmeh: il suo lavoro affronta il tema dell’essere donna in bilico tra due società patriarcali, riflette sulla convivenza tra popoli e religioni diverse, sull’idea di un riconoscimento possibile al di là delle appartenenze comunitarie.

Il video è una riflessione autobiografica su un’identità dualistica tra tradizione e nuovi canoni, tra lo spaesamento identitario e la ricerca di una coesistenza pacifica tra due popoli. Nelle immagini assistiamo a sovrapposizioni e sdoppiamento del proprio corpo, suoni, musica, letture tutto si mescola e si divide al fine di ricercare una pacificazione interiore. Il progetto, visibile fino al 28 febbraio 2021, nasce in occasione del Mese della Memoria offrendo una lettura dell’evento al passo con i tempi, attualizzandone i contenuti. Le vicende storiche che hanno condotto alla Shoah ci insegnano che basta poco a innescare quel processo che porta alla graduale privazione dei diritti umani. Mantenere viva la memoria dell’Olocausto significa oggi costruire un presente e un futuro che aiuti l’umanità contemporanea nella elaborazione, nella riflessione, nella comprensione e nello studio di quanto avvenuto, affinché non si ripeta mai più e con l’obiettivo di imparare a non sottovalutare i segnali di intolleranza che si insinuano nel nostro vivere civile e nella nostra quotidianità. L’evento è stato realizzato in collaborazione con Francesca Gorgoni, Post-doctoral Fellow, Department of Jewish History, University of Haifa.

 

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