Analisi dirette Martucci, no rischi e inganni

Il Presidente dell’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”, il dott. Vittorio Farella, in una nota ha spiegato che: “Sono cominciate il 17 gennaio le perforazioni per i pozzi piezometrici nonché l’estrazione di carote da caratterizzare a Martucci. Si tratta delle cosiddette analisi dirette, che fanno seguito alle indagini indirette, geognostiche e  geofisiche, consistenti nell’individuazione della localizzazione di quattro pozzi  piezometrici e la loro realizzazione, con aggiunta estrazione di carote da  esaminare e caratterizzare, nei dintorni del lotto 3. Non ci stancheremo mai di dire che non trattasi di verifiche di constatazione ex novo della situazione nell’area delle discariche quanto di un monitoraggio successivo, in quanto ricerche già esperite, in forma molto più ampia e approfondita, nelle indagini  effettuate durante il processo penale per disastro ambientale, conclusosi nel 2018 con l’assoluzione degli imputati per insufficienza di prove. Tali ricerche hanno già ampiamente dimostrato l’impatto ambientale negativo su  tutta l’area Martucci, ed anche in prossimità della vasca A che si  intenderebbe riaprire. Non si tratta dunque di dimostrare quanto di  verificare se vi sia un peggioramento ulteriore delle condizioni dell’area, cosa  che teoricamente e probabilmente potrebbe anche avverarsi, considerato lo stato di abbandono decennale, che però riscriverebbe un capitolo già  conosciuto e ostentato dagli organi regionali: non si superano le soglie  di contaminazione (e men che mai di rischio) delle acque e si trascurano le altre matrici ambientali, soprattutto quelle relative al suolo.  

È su questo rischio/inganno che bisogna far chiarezza. Si continua sostanzialmente a girare a vuoto, prendendo tempo, nella segreta speranza, per coloro che hanno proposto l’emendamento, che qualcosa accada per  cambiare l’indirizzo delle sorti di Martucci. Certamente è una pausa, che consente di non aver chiuso immediatamente la vicenda, ma non risolve il problema di fondo. Non solo non si può parlare più di Martucci come sito per future iniziative legate al ciclo dei rifiuti, ma BISOGNA  IMMEDIATAMENTE INTERVENIRE PER LA MESSA IN SICUREZZA DI TALE AREA. 

Non ci prestiamo al gioco, e ancor meno al rischio, per questo,  cautelativamente dobbiamo impugnare la delibera di approvazione del  Piano Regionale dei Rifiuti”.

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