Sammichele – Storia del carnevale, ultima parte

di MARCELLA ZACCHEO – Un festino per San Valentino. La rima non è casuale. La tradizione dei festini di carnevale a Sammichele prevede che caposala e conduttore gareggino in rime dinanzi al pubblico degli invitati. Ci sono gag comiche e tanto ballo. Nel festino Cupido scocca i suoi dardi. Nascono amori e molti matrimoni ancora oggi. Una tradizione ormai secolare che viene spiegata da Lorenzo Liotino, uno dei capisala più esperti. La maschera del gruppo che fa ingresso in un festino invita al ballo uno dei presenti. Ovviamente nessuno sa chi si celi sotto quella maschera. Nella goliardia del carnevale può accadere anche un maschio inviti un altro maschio oppure che una bella fanciulla inviti uno spasimante. Nel gioco della danza si mescolano ammiccamenti e messaggi sottili, a volte appuntamenti per il futuro. “Il conduttore, non mascherato, è il responsabile del gruppo e deve farsi riconoscere dai padroni di casa – dice Liotino – il caposala ordina al portinaio di consentire l’ingresso del gruppo. Ovviamente il caposala è il vero dominus del festino nel senso che può anche decidere di non far entrare un gruppo non gradito. Oggi questa regola rigida si è anche affievolita, possono entrare tutti”. I giovani oggi non hanno più quel timore reverenziale assoluto nei confronti del caposala. “Maschere e conduttore possono invitare”, è il segnale che si può cominciare a ballare. Il conduttore sceglie il tipo di danza prescelta. Le maschere invitano solo ed esclusivamente i cavalieri seduti. In sala i maschi seduti ad un estremo della sala e donne all’estremo opposto. “Risponde ad un’antica tradizione che deriva dal fatto che in tempi passati, chi aveva figlie le voleva maritare e quello era l’unico modo perché ci fosse una conoscenza. Era anche un pretesto per potere dare una sistemazione di vita alle proprie figlie in una società economicamente povera, contadina, patriarcale. Il festino prosegue imperterrito ancora oggi. Una tradizione che non morirà mai perché ritmo e ballo sono nel dna di questo popolo.

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