Monopoli, ormai ex pineta di via Gramsci, dura nota di Manisporche

Riceviamo e pubblichiamo nota stampa del Movimento Manisporche di Monopoli
NON SIAMO LUCIANA LITTIZZETTO MA UNA LETTERINA VORREMMO SCRIVERLA ANCHE NOI
«Cari Angi e Giovannino,
c’è posta per voi. Non siete a Mediaset ma nella città di Monopoli.
Ancora una volta avete fatto finta di non sentire e di non vedere. Pensavamo di portarvi a fare un controllo audio e video ma forse il problema è più grave.
I cittadini vi hanno detto che i loro soldi li dovevate usare per una città più green. Ma voi, niente.
Tu Giovannino sei un agronomo, sei andato a scuola e ti hanno insegnato che gli alberi sono essenziali per la salute e hanno anche un valore storico e culturale. Ti hanno insegnato che la vita media di un pino è di 250 anni e tu hai tagliato senza pietà degli alberi di trent’anni. Ripetiamo trent’anni. Come un bimbo di 10 anni.
Sai che da metà marzo a tutto settembre gli uccellini si riproducono nei nidi che hanno costruito per tutto l’inverno.
E da quando sei assessore avresti dovuto aggiornare il Regolamento comunale del verde pubblico. Lo abbiamo cercato nel sito, ma abbiamo letto solo di manutenzione e di affidamento d’incarico.
E poi, hai mandato i carabinieri e la polizia all’alba per tagliare gli ultimi tre pini. Ma credi davvero che la forza sia la soluzione per procedere contro la volontà dei residenti di via Grandi e di tutti quelli che hanno a cuore la cura dell’ambiente?
Angi, su via, tu che abiti tra una dimora storica e una contrada alberata, tu che non perdi occasione per fare il buon cristiano, pensi che tocchi solo a te il privilegio di godere dell’ombra e della frescura delle alberature? Ci sono persone e famiglie che soprattutto d’estate, devono andar fuori dalle loro piccole abitazioni per cercare di stare meglio. Guardati intorno, i tuoi messaggi da famiglia del “mulino bianco” possono essere un’offesa per i tanti che non hanno le tue stesse possibilità. Ti hanno votato non per allargare i benefit per te e per i tuoi amici, ma per difendere i beni che sono di tutti e per dare a ognuno la possibilità di goderne.
Angi e Giovannino, ve lo ricordiamo ancora una volta: gli ALBERI assolvono una funzione ecologico-ambientale, una funzione sanitaria, una funzione culturale e una funzione estetico-architettonica.
Ne deriva che il loro abbattimento produce un danno irreparabile per l’intera collettività, anche di natura erariale.
Sappiamo che state già pensando di ricoprirci d’asfalto per annientare la memoria e riprendere tanti voti. Forse andrà anche bene per voi ma almeno risparmiateci la solita frase “Sarò il Sindaco di tutti!”. Da 15 anni siete gli amministratori degli amici mentre vi siete beffati della volontà dei cittadini e dei soldi pubblici. Le nuove generazioni vi guardano, pensano e votano».
Movimento Manisporche

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