Conversano, il messaggio di Natale del vescovo Favale

di Giuseppe FAVALE*

Carissimi,
con l’Avvento e la Natività diamo inizio al nuovo Anno liturgico. Non è una semplice ripetizione di date, di feste, di riti e di consuetudini. L’Anno liturgico è Dio che si manifesta, venendo a camminare con noi, e bussa alle porte del nostro cuore perché vuole farsi prossimo, ospite e pellegrino nella nostra storia. In questa prima tappa dell’anno abbiamo Maria che ci guida, come Madre
premurosa, ad accogliere il Signore Gesù, che viene a portare la gioia e la pace.
E proprio a Maria guardiamo in questo anno nel nostro percorso diocesano, perché come Lei vogliamo essere Chiesa viva e missionaria. Ci siamo affidati all’icona evangelica della Visitazione (Lc 1, 39-56), perché è lì che troviamo un significativo riferimento a Maria come donna giovane, dinamica, coraggiosa, che in fretta, carica di entusiasmo, porta non solo con le parole, ma soprattutto con la sua persona, la presenza viva di Cristo Salvatore del mondo. In Maria noi vediamo l’immagine più bella della Chiesa, che è giovane quando non porta se stessa in maniera autoreferenziale e non cade nel tranello della difensiva, ma offre a tutti gli uomini e a tutte le donne l’unica ricchezza che possiede: Gesù. L’Avvento è davvero il tempo propizio per ravvivare in noi la
presenza di questo unico ed incommensurabile bene prezioso, che è Cristo Salvatore. Nel tempo di Avvento intensifichiamo la nostra preghiera personale e comunitaria, implorando con insistenza Vieni, Signore Gesù. È l’invocazione carica di speranza, l’affidamento più vero che la Chiesa può fare, la richiesta che dispone alla novità e alla missione, proprio come Maria.
Anche le tradizionali Novene dell’Immacolata e del Natale, molto partecipate nelle nostre comunità parrocchiali, insieme agli altri momenti di preghiera che caratterizzano questo tempo forte, siano un aiuto a nutrirci della Parola di Dio e dell’Eucaristia, fonti indispensabili per restituire energia e vigore alla testimonianza della fede.
Così ringiovaniti, ricchi del frutto benedetto del grembo di Maria, Cristo Gesù, anche noi insieme alla Tutta Santa, che
si fa premurosa con Elisabetta, possiamo crescere come Chiesa missionaria nel territorio, scegliendo i gesti della
carità per evangelizzare. Tra i segni da riscoprire nel tempo di preparazione al Natale ricordo la visita agli anziani, agli
ammalati, alle persone sole e i tanti momenti di condivisione con i poveri. Non i gesti solitari, utili in questo periodo
dell’anno a farci sentire solo “un po’ più buoni”, ma occasioni per concretizzare percorsi di prossimità e – per ciò stesso –
di evangelizzazione, da compiere come singoli e ancora di un tempo propizio per ravvivare il dono di Dio.
Nel solco dell’attenzione che la nostra Chiesa di Conversano Monopoli sta ponendo verso i giovani, quest’anno la colletta
dell’Avvento di fraternità l’abbiamo finalizzata alla solidarietà verso i piccoli, gli adolescenti e i giovani della Diocesi di Bambari, nella Repubblica Centroafricana. Ci viene chiesto di realizzare aule destinate all’educazione dei bambini di fascia
prescolare e alla formazione professionale di adolescenti e giovani che vogliono imparare quei mestieri utili alle comunità del territorio. Sarà il nostro modo di contribuire allo sforzo che questa nostra Chiesa sorella sta mettendo in atto come risposta costruttiva alle innumerevoli ferite causate dalla guerra civile, che tante vittime ha purtroppo mietuto tra laici e sacerdoti. E tra questi ultimi non posso non ricordare don Firmino Gbagoua, che ha lavorato in passato nella nostra Diocesi e che è stato barbaramente assassinato un anno fa.
Maria, giovane missionaria, portatrice del Signore Gesù, accompagni tutti noi verso la festa della tenerezza e della luce e ci dia la gioia di generare nella fede la Parola che vuol farsi carne nella nostra storia.
Buon cammino di Avvento e soprattutto buon Natale!
+ Giuseppe Favale

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