Parco Costa Ripagnola, situazione “politicamente buffa”

PERPLESSITA’ SULL’ATTEGGIAMENTO DI ANNESE E VITTO

Nella vicenda del Parco Costiero di Costa Ripagnola – si legge in una nota del consigliere monopolitano Angelo Papio del Movimento Manisporche –  una storica battaglia dei movimenti ambientalisti polignanesi, che originariamente prevedeva di lambire il territorio di Monopoli solo in corrispondenza di Lama Incina e che oggi la Giunta regionale ha proposto di estendere fino alla periferia nord di Monopoli, si è creata una situazione che potrebbe definirsi “politicamente buffa”. L’amministrazione Vitto di Polignano a Mare, teoricamente di centrosinistra, avversa l’istituzione del parco mentre l’amministrazione Annese di Monopoli, sicuramente di centrodestra, ne ha chiesto l’estensione per circa tre chilometri nel territorio del Comune.
Il movimento Manisporche alcuni mesi fa, durante la definizione del perimetro del parco al tavolo regionale, aveva proposto l’estensione del parco stesso lungo tutta la fascia costiera di Monopoli, come già avviene per Polignano. Proposta rafforzata dal fatto che anche Lama Belvedere rientra nell’elenco delle costituende aree protette regionali previste dalla Legge 19/98, allo stesso modo dell’area di Costa Ripagnola. La risposta ufficiale della Regione Puglia era stata di apprezzamento e apertura in vista di future iniziative ma di esclusione dell’allargamento durante il procedimento di istituzione in corso per non comprometterne i tempi di realizzazione. L’amministrazione Annese, che all’inizio aveva mostrato un interesse generico all’ingresso del parco nel territorio comunale, unito alla preoccupazione per le tante criticità da risolvere, a un certo punto cambia rotta e spalanca il proprio consenso a che l’istituendo parco costiero giunga alla Cava Spina, in corrispondenza dell’area produttiva dismessa dell’ex Azienda Rivoli. Una mossa politica astuta, che di ambientalista ha ben poco. Si tratta di rendere del tutto inopportune le adiacenti presenze del depuratore cittadino e dell’attiva Azienda Eco Leather, che si occupa di trattamento dei pellami. In questo modo il parco si inserirebbe tra il mare e queste realtà industriali, lungo la fascia costiera dei 300 metri abbondantemente vincolata, rendendo molto più giustificabile l’enorme operazione di speculazione edilizia, al momento di un mezzo migliaio di appartamenti, richiesti con un uso improprio del cosiddetto Piano Casa, in barba alla pianificazione urbanistica comunale, recentemente approvata dalla stessa maggioranza politica. Sia nel caso del sindaco Vitto sia nel caso del sindaco Annese, al di là delle coalizioni di appartenenza, l’unico obiettivo perseguito sembra essere la cura di affari e clientele”.

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