Gianni Comes, una risorsa per Monopoli

A proposito dell’artista monopolitano Gianni Comes, non riesco a trovare accostamento migliore di termini che quello tra il genio e il mare. Già, perché in questi due termini, a mio parere è racchiusa l’essenza stessa delle opere di Comes, del quale in più occasioni abbiamo decantato la straordinaria umiltà e il suo senso di attaccamento alla sua Monopoli, al mare, attaccamento che si traduce in una poetica produzione artistica. Di fronte alla nuova produzione artistica non si può non evidenziare la forza di quello che può a giusta ragione essere considerato un vero e proprio genio artistico, per la sua straordinaria forza innovativa, per la sua capacità di ideare e sperimentare sempre nuove tecniche e produzioni artistiche capaci di utilizzare materiali per altri inutili all’arte come un’incerata, una vecchia tenda da camera, una corda, il tutto ravvivato con i classici e forti colori delle produzioni di Comes.  Favolosi sono i suoi “fari”, non semplici immagini di paesaggi, ma uno straordinario mix di reale e simbolico che insieme si fondono in opere da “leggere” e interpretare. <<Credo che il racconto sia lo scopo dell’arte – dice Leonardo Di Venere – Guardare i lavori di Gianni Comes è leggere il racconto della sua vita liberata dalla necessità di vivere ….. Anima, occhio e mano sono le sue impronte>>.

Cosimo Lamanna

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