Sabrina e Cosima Misseri cuciono mascherine dal carcere

Tra le tante storie al tempo del coronavirus, ce n’è una che fa riflettere. All’opera per cucire mascherine per l’emergenza coronavirus, ci sono anche Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano. E’ la nuova attività in carcere delle donne, condannate entrambe all’ergastolo per l’omicidio della cugina e nipote Sarah Scazzi il 26 agosto 2010 ad Avetrana. Si trovano nel carcere di Taranto e lì, come rivela il settimanale Oggi in un’anticipazione, sono passate di recente alla produzione di mascherine. Prima, si occupavano del confezionamento di tovaglie, corredi, vestiti.
Sabrina e la madre dividono la stessa cella e lavorano nel laboratorio di sartoria del penitenziario. Il settimanale, in edicola dal 21 maggio, dedica un servizio ai lavori svolti in carcere da alcuni detenuti ‘vip’ condannati per omicidio. (FONTE SETTIMANALE “OGGI”)

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