Dialisi anche in vacanza

Città di Lecce Hospital rinnova il servizio di cura per i turisti

 

Poter andare in vacanza in Salento, uno tra i luoghi più belli d’Italia, approfittare del periodo di ferie per tornare a casa e rivedere i propri cari, non è una cosa così semplice per tutte quelle persone che soffrono di nefropatia cronica e per questo si devono sottoporre regolarmente a dialisi.

Grazie al Servizio di Dialisi, che come ogni anno Citta di Lecce Hospital, ospedale di Alta Specialità accreditato con il SSN, mette a disposizione anche dei turisti, il diritto alle vacanze è garantito anche a pazienti affetti da patologie ai reni.

I pazienti, turisti o residenti, che necessitano di terapie di dialisi, per ricevere indicazioni sulle modalità di accesso alle cure, possono rivolgersi a Città di Lecce Hospital o all’ASL del Comune di Lecce per informazioni.

Secondo la Società Italiana di Nefrologia, in Italia ad oggi sono 50.000 i pazienti certificati che si sottopongono a dialisi.

Per questi pazienti, la terapia rappresenta un trattamento salvavita e non può essere sospesa, neppure per qualche giorno, perché venendo a mancare l’azione del rene, si verifica un pericoloso accumulo di liquidi e cataboliti, come azoto, potassio e creatinina e viene meno la produzione di eritropoietina, un ormone che facilita la produzione di globuli rossi, con conseguente stato anemico nei pazienti e mancata depurazione.

“Un paziente nefropatico si sottopone a dialisi mediamente tre volte a settimana per una durata di 3-4 ore a seduta – commenta il dott. Adriano De Giorgi, specialista in Dialisi e Nefrologia a Città di Lecce Hospital –. Per queste persone ogni spostamento dalla propria città è complicato, perché devono prima trovare un centro dialisi che garantisca il servizio anche ai pazienti non abituali”.

 

Città di Lecce Hospital già da diversi anni offre la possibilità ai turisti, italiani e stranieri, di prenotare le proprie sedute di dialisi, presentando l’impegnativa del medico curante per gli aventi diritto al Servizio Sanitario Nazionale o attraverso piani assicurativi per chi viene dall’estero, tutelando così il diritto a una vita il più possibile normale ai pazienti nefropatici e ai loro famigliari.

“Entrando nel merito della patologia, le cause di una insufficienza renale si distinguono in pre-renali, renali e post-renali – spiega il dott. De Giorgi –. Si parla di cause pre-renali se l’insufficienza è determinata da patologie varie quali ad esempio emorragia o una forte disidratazione; renali quando si tratta di patologie che colpiscono primitivamente i reni, come ad esempio patologie quali diabete e pressione alta, abuso di FANS (farmaci antinfiammatori), somministrazione di mezzo di contrasto e altre patologie più specifiche o autoimmuni; mentre le cause post-renali sono quelle che colpiscono le vie urinarie. In tutti questi casi, i reni non riescono più a svolgere la loro funzione di rimozione di acqua in eccesso, soluti e tossine dal sangue e il paziente rischia di sviluppare anemia, iperidratazione fino all’edema polmonare, malattie delle ossa e complicanze cardiovascolari. Per ovviare al malfunzionamento dei reni, si interviene con la dialisi. Nella nostra struttura si esegue l’emodialisi”.

Attraverso l’emodialisi, il sangue viene fatto scorrere in un filtro per rimuovere le sostanze tossiche e reintegrare i radicali alcalini, ovvero ripristinando il riequilibrio acido-base. Infine vengono rimossi i liquidi in eccesso che il paziente non riesce ad espellere attraverso la diuresi.

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