LA PERIZIA: “Resort a Ripagnola, tutto regolare”

Nessuna lama sarebbe stata tombata a Ripagnola. Lo dimostra la perizia, commissionata dalla proprietà dell’area, affidata ad una docente di Geologia Applicata del Politecnico di Bari. Lo studio – fa sapere la Serim, impresa che intende realizzare sull’area un resort con tanto di parco – dimostra che nell’area di Costa Ripagnola «le quote del terreno sono praticamente le stesse e lo stato dei luoghi non ha subito variazioni ascrivibili a movimentazioni di terreno». La Serim dell’imprenditore Modesto Scagliusi va al contrattacco e si oppone alla revoca del parere di compatibilità urbanistica che farebbe decadere i permessi per il resort tra i trulli nell’area tra Cozze e Polignano. E dunque sabato la società ha depositato al Comune di Polignano le sue controdeduzioni: i motivi alla base della revoca avviata dieci giorni fa, secondo la Serim, sarebbero «pretestuosi» perché non ci sono mai state alterazioni non autorizzate dello stato dei luoghi.

Parliamo del progetto del resort di lusso che mira a trasformare i 10 trulli fronte mare in camere d’albergo con bar e ristorante. Dopo l’ok da parte della Regione di marzo 2019, le denunce degli ambientalisti hanno fatto scattare una indagine della Procura di Bari (l’area è finita sotto sequestro) e il Comune ha fatto dietrofront: la stessa Regione ha più volte scritto per chiedere riscontro all’esistenza di difformità tra quanto risulta dai documenti e la situazione reale dell’area sul mare.

Serim smentisce però la tesi dell’avvenuto tombamento di una lama (una formazione carsica del terreno), cioè quanto è stato denunciato dagli ambientalisti attraverso foto satellitari: l’esame dei rilievi aerofotogrammetrici – dice Serim – dimostrerebbe invece che tra il 1998 e il 2006 (quando la lama sarebbe scomparsa) non ci sono differenze nelle quote di livello del suolo. Respinta al mittente anche l’accusa di aver effettuato lavori non autorizzati tra il 2003 e il 2005, quando il Comune emise tre ordinanze di sospensione: i procedimenti, dice la Serim, si sono conclusi o «con il definitivo superamento delle originarie contestazioni» o con la loro decadenza. «Ne consegue – scrive la società – che allo stato attuale (e da oltre 15 anni!) non vi è alcun provvedimento sanzionatorio che acclari l’esistenza di interventi eseguiti in difformità rispetto ai titoli edilizi sull’area in esame. In mancanza di alcun provvedimento sanzionatorio valido ed efficace, il Comune non può dunque assumere che sussistano opere realizzate in difformità rispetto ai titoli a suo tempo rilasciati». E in ogni caso, le difformità «non avrebbero attinenza» con il progetto del resort, «che non prevede alcun intervento nell’area della “lama”» ed è «oggettivamente compatibile con la destinazione urbanistica dell’area».

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