Sostegno alle vittime di reati, in Puglia nasce la Rete Dafne

Le vittime dei reati non sono sole. E’ con questo spirito che nasce Rete Dafne Puglia, servizio di assistenza alle vittime di reato, unico nell’Italia meridionale e gestito insieme con il Centro di giustizia riparativa, dalla Cooperativa Crisi. Il servizio, attivo fino ad oggi solo nel territorio della città metropolitana di Bari, sarà esteso a tutta la regione con sportelli aperti in ogni capoluogo di di provincia. Il progetto è stato presentato dal vicepresidente della Regione, Antonio Nunziante. “Abbiamo deciso di finanziare questa iniziativa con 100 mila euro – ha spiegato Nunziante – perché il nostro obiettivo, nell’ambito di un più ampio progetto di antimafia sociale, è di prevenzione e di riconciliazione sociale”. Marco Bouchard, procuratore di Firenze, presidente onorario Rete Dafne Italia,  ha evidenziato che “la nascita della rete in Puglia avviene in un momento storico molto importante, perché giorni fa la Commissione europea ha presentato al Parlamento Ue un piano strategico per garantire alle vittime di reato pieno riconoscimento dei loro diritti. Una delle priorità è riconoscere i servizi di assistenza alle vittime come essenziali, obbligatori e indispensabili, come diretta conseguenza della constatazione che durante l’emergenza sanitaria, non solo da noi, sono emerse gravi lacune nell’accesso alla giustizia da parte delle vittime di reato”.A coordinare il progetto in Puglia è Anna Coppola De Vanna, presidente della cooperativa Crisi. “Offriamo servizi generalisti di supporto alle vittime di tutti i reati, dalla famiglia del minore vittima di bullismo alla donna vittima di maltrattamento ma anche l’anziana vittima di scippo. Ogni persona che si senta vittima può fare ricorso a questi servizi sul territorio, grazie ad un rete tra magistratura, forze dell’ordine, servizi sociali, avvocati e istituzioni. A Bari nell’ultimo anno 118 vittime si sono rivolte a noi per sostegno psicologico o essere assistite nelle frasi processuali”.Giannicola Sinisi, sostituto pg della Corte di Appello di Bari, ha evidenziato l’importanza del sostegno alle vittime per “accompagnarle attraverso una riconciliazione con gli autori del reato. Con il processo – ha detto il magistrato – , inteso come luogo di composizione di interessi contrapposti, lo Stato non deve limitarsi a punire, ma agevolare l’incontro nella società tra chi ha subito un reato e chi sconta una pena consapevole di aver provocato un dolore”.

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