Doppia preferenza di genere, la “patata bollente” passa in Aula

“Il dado è tratto” oppure se preferite “Tanto tuonò che piovve”.  La legge sulla doppia preferenza di genere potrebbe diventare realtà solo se passerà al vaglio (e al voto) dell’Aula.  Dopo essere rimasta per anni chiusa nel cassetto, dopo le figuracce rimediate a causa di un ritardo non tollerabile rispetto a quanto hanno fatto tutte le altre regioni, adesso si va avanti grazie all’intervento e al ripetuto richiamo del premier Conte che non più tardi di un paio di settimane fa aveva esortato la Puglia, attraverso il Consiglio dei Ministri, a darsi una regolata sulle modifiche alla legge e alle sollecitazioni del Ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia. Andare al voto a settembre con un nulla di fatto avrebbe comportato il serio rischio di una impugnativa davanti al Tar e quindi di rendere nullo il risultato delle regionali di settembre. Troppo alta la posta in palio per chi spenderà migliaia di euro per sostenere la propria campagna elettorale, al punto tale che il consigliere regionale del Pd Michele Mazzarano, componente della VII Commissione che ha espresso parere favorevole alla nuova legge elettorale che introduce in Puglia la doppia preferenza di genere,  ha parlato di uno  “scatto di dignità a favore della istituzione Regione Puglia”.
Uno scatto di reni imposto dalla Giunta regionale e dal presidente Michele Emiliano il quale non volendo perdere la faccia sulla questione aveva scaricato la responsabilità alla massima assise regionale.  La palla adesso passa all’ufficio di Presidenza che dovrà convocare quanto prima il Consiglio regionale a cui spetta il compito di approvare le modifiche alle legge elettorale.  Mazzarano, molto ottimista, si è detto certo del voto favorevole dell’aula a larga maggioranza. Ma se son rose fioriranno tutte e si saprà chi questa legge la vuole e chi invece potrebbe o vorrebbe farne tranquillamente a meno.  E’ una legge che rompe le uova nel paniere e che toglierà il sonno a tantissimi candidati. L’introduzione della doppia preferenza di genere provocherà scosse telluriche all’interno dei partiti o in quei movimenti civici che in queste ore si apprestano a costruire o in alcuni casi a completare il puzzle delle candidature e delle liste, costretti a rivederne l’impostazione. Se questo, come sostiene sempre il consigliere dem Mazzarano, è il momento della responsabilità, si vedrà forse sotto la luce del sole chi diversamente è alle prese con il pallottoliere delle preferenze e delle convenienze elettorali. Va anche dato atto del cambio repentino del M5S che si era sempre detto contrario e che ha invece votato a favore del Disegno di Legge dell’Esecutivo. Altro aspetto non di poco conto è anche il rapporto proporzionale di genere nella composizione delle liste 60/40, pena la non ammissibilità delle stesse, esattamente come prevede la legge regionale della Campania. Sembrerebbe,  quello di ieri, un passo decisivo verso una norma di civiltà che consente alle donne di partecipare e di avere maggiori chance in termini di rappresentanza in Consiglio regionale.  “Rimuovere gli ostacoli all’accesso delle donne nel parlamentino di via Japigia” è l’argomento di Abaterusso che richiama i principi di “equità e democraticità che la massima assise non poteva continuare a ignorare”.  Ma c’è anche un richiamo al buonsenso da parte del consigliere regionale perché in Aula vi sia la più ampia convergenza di tutte le forze politiche. ”Per senso di responsabilità  – spiega Grazia Di Bari del m5S – abbiamo ritirato la nostra proposta di legge e votato il disegno di legge della Giunta, ma non transigiamo sull’emendamento già depositato oggi e che ripresenteremo in aula: l’esclusione delle liste che nella composizione non rispettino la percentuale prevista di presenza dei due generi, ovvero 60% – 40%,invece della sola sanzione pecuniaria attualmente prevista. Così come non accetteremo emendamenti come quello di cui abbiamo sentito parlare anche oggi per introdurre la sospensione della carica di consigliere se si è nominati assessori. La parità di genere non può essere merce di scambio per aumentare le poltrone”.  “Auspichiamo che in aula – prosegue la Di Bari –  non ci siano scherzi sul voto segreto. Non ci fidiamo della maggioranza che già una volta nella passata legislatura ne ha approfittato per bocciare l’introduzione della doppia preferenza. E visto che il voto segreto li spaventa così tanto da farsi appelli reciproci a non chiederlo, è chiaro come siano loro i primi a temere sgambetti interni”. Soddisfazione è stata espressa dalla presidente della Commissione Pari Opportunità  Patrizia Del Giudice che ha ringraziato il Presidente Erio Congedo “per la sensibilità ed il profondo senso di responsabilità mostrate con l’instancabile partecipazione ai lavori della battaglia di civiltà che la ‘doppia preferenza’ richiama”. Dopo l’ok in commissione, il commento di Anita Maurodinoia del gruppo regionale Pd, tra i firmatari di una delle proposte di legge rimaste nel cassetto.  “Approvare in Commissione la mia proposta di legge – dichiara la consigliera Maurodinoia – o ottenere lo stesso risultato in modo diverso attraverso la delibera di giunta, è una vittoria per tutti”.  La Maurodinoia sin dal suo insediamento si è battuta a favore della doppia preferenza in aula e fuori. “Nonostante la mia proposta – sottolinea al quotidiano l’Attacco, la consigliera regionale – sia rimasta completamente ferma in Regione, non mi sono mai arresa e ho continuato ostinatamente, fuori dal Palazzo, con il tour il ‘Giro di Puglia per la maglia rosa della parità di genere’, a organizzare incontri, dibattiti e campagne pubblicitarie e, grazie al contributo di associazioni, movimenti politici e sindacati, siamo riusciti a creare un vero e proprio movimento di opinione trasversale, sia con oltre 10 mila cittadini che hanno sottoscritto la petizione a sostegno della mia proposta, sia con numerosi ordini del giorno dei consigli comunali, con i quali hanno sollecitato la Regione Puglia a porre fine a questa antipatica disparità di genere”. Ora, la proposta approvata in Commissione, approderà in “extremis” in Consiglio regionale, e la Maurodinoia ha ribadito durante i lavori della Commissione, considerato che sono state ufficializzate le posizioni politiche di ogni gruppo, di procedere in Aula con il voto palese per evitare che la brutta storia del precedente consiglio, si ripeta.

 

 

 

 

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