Monopoli, la notte “senza approdo”

La notte tra il 15 e il 16 di dicembre 2020 rimarrà senza dubbio nella storia monopolitana e sarà ricordata come la “notte senza approdo”. Non ci sarà, infatti, il tradizionale appuntamento a Cala Batteria con l’arrivo della zattera con l’icona di Maria SS. della Madia, Protettrice di Monopoli, in ricordo di quell’evento miracoloso accaduto nella notte tra il 15 e il 16 dicembre del 1117. Quest’anno non ci saranno i monopolitani in attesa alle prime luci dell’alba a reiterare una catena spazio temporale lunga più di 900 anni che lega generazioni diverse, volti diversi, esistenze diverse tutte legate da una comune devozione, quella verso la Vergine. Il covid ci ha tolto anche quello che non è un semplice rito esteriore, ma uno dei pochi momenti di identità cittadina sopravvissuta nel tempo e anche all’aggressione della società liquida. Non ci sarà l’approdo fisico, ma siamo convinti che non morirà l’approdo interiore, quello più forte, quello più vero, quello che porta speranza in un anno difficile e che si spera possa cambiare nel bene gli uomini, ed è per questo che come redazione vogliamo ricordare quello che a Monopoli si tramanda da secoli … la Madonna venuta dal mare.

Correva l’anno 1117 e a Monopoli era in fase di costruzione una Basilica Romanica voluta dal vescovo Romualdo. Accadde che nella fase finale della costruzione venne a mancare il legname per ultimare il tetto del tempio sacro e il vescovo invitò il popolo a pregare la Madonna invocandone l’aiuto. Così accadde che nella notte tra il 15 e il 16 dicembre approdò una zattera con una bellissima icona bizantina raffigurante la Madonna, poi ribattezzata Madonna della Madia, in quanto quella zattera ricordava ai semplici fedeli monopolitani la madia su cui si fa levitare il pane. Oggi, quelle sacre travi sono visibili nel primo altare a destra della cattedrale, ancora in perfetto stato di conservazione. La sacra icona, invece, è conservata sempre in Cattedrale nell’altare detto del Trionfo, in una posizione dominante all’interno della chiesa. Si tratta di un’odegitria, in greco colei che indica la via, poiché con la mano indica il Bambin Gesù, via della salvezza per l’umanità. Il Bambin Gesù appare come un adulto in miniatura, vestito di abiti regali, con in mano il rotolo della vita. La rievocazione dell’approdo dell’icona è senz’altro uno dei momenti religiosi più sentiti da parte dei Monopolitani, oltre che forte fattore di identità cittadina: migliaia di fedeli e turisti, ogni anno, si assiepano sul porto di Monopoli, attendendo l’arrivo dell’icona. La venerata immagine di Maria, prima di toccare le sponde della città, torna per tre volte indietro poiché per tre volte il Vescovo Romualdo non diede credito alle parole del buon Mercurio, al quale la Madonna era apparsa in sogno per annunciargli il suo arrivo. La sacra icona viene poi portata in processione attraverso le vie della città, fino a giungere nella Cattedrale a lei dedicata dov’è quotidianamente custodita. La stanza degli ex voto in Cattedrale attesta miracoli e interventi soprannaturali della Madonna nella storia della città, mentre lo straordinario patrimonio di edicole votive cittadine dedicate a Maria SS. della Madia e le tantissime tele custodite presso le case dei monopolitani, non fanno altro che attestare lo straordinario segno lasciato da quell’evento sulla storia e sulla cultura cittadina.

 

 

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