Banca d’Italia, commento di Sergio Fontana

“I dati sull’andamento dell’economia pugliese permettono di guardare al contesto industriale dei prossimi mesi con ottimismo. Dalla fotografia della Puglia si evidenziano indicatori positivi per tutti i principali comparti e anche le previsioni per il 2022 lasciano ben sperare con un incremento del fatturato industriale, un maggior grado di utilizzo della capacità produttiva e l’espansione degli investimenti. Permane la preoccupazione per l’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia che si spera possano ridursi per non far rallentare il passo alla crescita dell’economia pugliese”.

È il commento del Presidente di Confindustria Puglia Sergio Fontana sull’aggiornamento congiunturale dell’economia pugliese elaborato dalla Banca d’Italia.

In particolare, l’industria e le costruzioni trainano la ripresa che è aumentata del 6,5% nei primi nove mesi del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020. Anche per le esportazioni pugliesi si registra un aumento dell’8,5%, così come la dinamica dell’occupazione si è rafforzata nel secondo trimestre di quest’anno.

La Puglia ha saputo mantenere il suo dinamismo e nei prossimi mesi dovrà agganciare una ripresa più sostenuta e duratura che si consoliderà grazie all’impatto che verrà dagli investimenti finanziati dal Piano europeo.

“Il nostro auspicio – continua Fontana – è che le risorse messe in campo dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza portino davvero alla rinascita del Paese: ora la variabile temporale è fondamentale. Bisogna fare presto e bene affinchè i progetti approvati si trasformino in opere concrete. ll monitoraggio dello stato di avanzamento di riforme e investimenti sarà fondamentale, così come è necessario un ulteriore sforzo della Regione Puglia affinchè tutti i fondi della prossima programmazione siano spesi interamente  perché da qui può provenire la spinta ad una ripresa più strutturale, stabile e duratura.

Persistono importanti nodi da sciogliere, come quello relativo al rilancio degli investimenti privati in chiave di ricerca, innovazione tecnologica e sostenibilità, in vista delle transizioni digitali e green, nonché di quelli pubblici, per un potenziamento delle infrastrutture materiali e immateriali; riforma della Pubblica Amministrazione e della giustizia, sostegno alla riorganizzazione del lavoro, all’occupazione e alla formazione del capitale umano. Nodi che sono cruciali alla buona riuscita del PNRR e che devono essere sciolti nel pochissimo tempo a disposizione. L’attuale instabilità politica non dovrà compromettere il raggiungimento di tali obiettivi.

C’è ancora una visione troppo emergenziale, fino a che non si affronterà seriamente la questione delle riforme politiche e sociali e delle politiche attive per il lavoro non avremo imboccato la strada giusta.

Sconfiggere la povertà con misure tipo il reddito di cittadinanza è controproducente se queste impediscono all’economia di crescere. Attenuare le differenze di reddito dipende quindi da opportune politiche fiscali e della spesa statale, che però devono essere ben gestite per evitare che un fisco troppo esoso blocchi gli investimenti e la crescita”.  Il Presidente Fontana ribadisce con forza che “lo Stato deve intervenire quando necessario, non ampliando a dismisura la spesa corrente, ma puntando sugli investimenti capaci di aumentare la produttività. È quindi sulla crescita che bisogna puntare con determinazione, cosa che l’Italia non ha certo fatto da oltre vent’anni”.

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