Un comitato di cittadini per salvare la propria chiesa

(FOTO DI RAFFAELE LATORRE)

di ANTONELLA CAMPAGNA – #madonnadellacrocemadonnadeigioiesi è l’hashtag lanciato sui social da un gruppo di gioiesi per la salvaguardia di una piccola chiesa rurale oggi in stato di degrado ed abbandono, non solo a causa dell’incuria ma anche a seguito di atti vandalici.
In un tempo non molto lontano, i gioiesi, il 3 maggio, rendevano omaggio all’icona della Madonna in essa custodita e al termine delle celebrazioni erano soliti trascorrere una giornata all’aperto nelle campagne circostanti.
Nato alle soglie della scorsa estate come “esercizio di cittadinanza attiva “, il Gruppo per la Madonna della Croce è cresciuto notevolmente accogliendo numerosi  cittadini che hanno deciso di non restare indifferenti dinanzi alla rovina della piccola cappella.
Una serie di iniziative hanno favorito la sensibilizzazione della cittadinanza per le sorti della chiesetta e molti hanno messo a disposizione gratuitamente la propria professionalità. L’architetto e artista Michele Angelillo, ad esempio, ha creato il logo del gruppo, la ditta WeMakers ha realizzato le vetrofanie che si trovano all’ingresso di alcuni esercizi commerciali, e ancora artisti, musicisti, intellettuali, studiosi, professori hanno fornito il loro contributo.
Ad ottobre è stato organizzato un recital dal titolo “il Teatro dello Spirito per la Chiesa della Madonna della Croce” con l’esecuzione di musica antica da parte dei Maestri Pierluigi Ostuni  e Angelo De Leonardis. Ultimo evento in ordine di tempo, organizzato in collaborazione con l’Associazione Pro Loco “Antonio Donvito, in cui il suddetto gruppo trova le sue radici. Sono state due visite alla chiesa inserite all’interno del programma  “Sacro rurale” – itinerario minimo per le chiese dell’agro di Gioia del Colle –  organizzato dalla stessa Pro Loco. Le visite sono state guidate dallo studioso gioiese Walter Ivone ed hanno fatto registrare oltre ottanta presenze.
Il Gruppo Madonna della Croce, nato su ispirazione e proposta di Pino Dentico, ha anche coinvolto l’amministrazione comunale, che si è mostrata inizialmente partecipe e interessata, tanto da fornire un’illuminazione temporanea nel corso della Notte di San Lorenzo. Oggi la speranza e la richiesta è che quel tipo di illuminazione diventi definitiva. Ma nel cassetto il gruppo conserva ancora tanti progetti in via di realizzazione. Difatti, oltre ad avviare intese con il mondo della scuola, sono in fase di stesura schede di natura botanica e architettoniche che si affiancheranno alla scheda storica già presentata in occasione del recital.
La comunità ha dunque dischiuso un respiro lungo verso un orizzonte che si allarga con uno sguardo più ampio per la tutela di un bene che troneggia nella foto di Raffaele Latorre. 

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