Gioia, l’opposizione sulla mobilità: così non va

di ANTONELLA CAMPAGNA – I consiglieri dei gruppi di opposizione, Prodigio e La Bottega, hanno protocollato una mozione che impegna il Sindaco e la Giunta Comunale ad intraprendere una serie di iniziative utili al miglioramento della mobilità di Gioia. Donato Lucilla (Prodigio), Milena Pavone e Donato Paradiso ( LA Bottega), rappresentando anche la posizione del Movimento 5 Stelle, nella loro proposta mettono in evidenza la necessità, innanzitutto, di individuare strategie per favorire gli spostamenti con mezzi alternativi all’auto privata e di migliorare gli spostamenti in autonomia dei cittadini diversamente abili; inoltre, di organizzare e migliorare gli spazi destinati a fermata dei bus  e di installare delle rastrelliere per bici nei rientri dove in passato erano posizionati i cassonetti dei rifiuti; ed infine di adottare il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.

Una serie di indicazioni ed indirizzi sostenuti dalla convinzione che, per tutelare la salute pubblica e gestire il traffico, non siano sufficienti interventi sperimentali come l’inversione di alcuni sensi unici, ma occorra adottare un piano della mobilità.

La mozione tiene conto sia dell’inquinamento dell’aria causato dal traffico, sia degli strumenti normativi e finanziari che vanno nella direzione della mobilità sostenibile; oltre a ciò, sottolinea, che il consiglio comunale, nel 2020, ha approvato all’unanimità la proposta della minoranza denominata “Gioia bike friendly”, la quale impegna il Sindaco a realizzare 10 iniziative, ma ad oggi, di queste, non ne è stata realizzata nessuna, se non l’istituzione di un tavolo tecnico. Da ultimo, i consiglieri rilevano che il progetto proposto dal Comune per il PNRR, denominato “Realizzazione di una rete ciclopedonale diffusa urbana”, prevede la realizzazione di piste ciclabili che non si raccordano tra loro e non coinvolgono la città in maniera complessiva.

Il Movimento Prodigio, nel pubblicare la mozione attraverso i canali social, l’ha commentata puntando l’attenzione sul legame tra salute pubblica e mobilità nonché sulla necessità di scegliere mezzi meno inquinanti, ed ha concluso scrivendo: “è bello sperimentare, provare, invertire ma è giusto farlo nell’ottica della complessità perché altrimenti, ciò che sembra essere soluzione fa parte del problema che si cerca di arginare”.

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