Il Popolo della Famiglia Puglia sul suicidio assistito

Anche il Popolo della Famiglia di Puglia rilancia con vigore la presa di posizione del  Presidente Nazionale Mario Adinolfi, il quale ha così commentato la notizia del via libera  al suicidio assistito di un tetraplegico deliberato dal comitato etico nelle Marche:  “Uccidere un uomo con l’attiva collaborazione al suicidio di soggetti pagati dallo Stato,  in assenza di una norma di legge deliberata dal Parlamento che lo consenta, è una  inaccettabile forzatura. Il suicidio assistito è e resta un crimine, non può essere  autorizzato da un comitato etico locale senza assunzione di responsabilità né del potere  legislativo né da parte dell’esecutivo, che con Roberto Speranza ha scaricato la questione  in ambito territoriale. Serve una cornice normativa certa e questa cornice non c’è perché  il popolo italiano, attraverso i suoi rappresentanti in Parlamento, non vuole cedere alla  cultura della morte. Sui media non c’è spazio per una riga sola di contradditorio, il  quotidiano che oggi ha diramato la notizia del via libera alla soppressione del tetraplegico  marchigiano non ha ritenuto necessario ascoltare una voce diversa da quella di Marco  Cappato e Filomena Gallo. Non si fa così. Non si può rappresentare un falso unanimismo  mediatico che nel Paese non c’è.

C’è chi non vuole dare il via libera a quella mattanza  degli addolorati che ha un unico fine: quello economico. La piaga della denatalità rende  infatti insostenibili i costi del welfare: sanità, cura degli inguaribili, assistenza ai disabili  gravi diventano attività troppo costose e dunque si procede a inoculare nel Paese una  cultura di morte, l’idea che sia utile per tutti che il sofferente decida di eliminarsi in una  logica hitleriana per nulla coperta da una falsa autodeterminazione. Il tutto senza una  legge che consenta tutto ciò, imponendo dunque questa cultura saltando a piè pari il  passaggio parlamentare. Sì uccide perché Cappato ha deciso che è giusto uccidere.  Sarebbe ridicolo se non fosse tragico. Bisogna applaudire e basta. Noi diciamo no. Il  Popolo della Famiglia si batterà affinché questo cedimento alla cultura della morte non  abbia mai concretamente luogo nel nostro Paese”. 

“Il nostro NO al suicidio assistito – commenta Patrizia del Giudice, Coordinatrice  Regionale Puglia del Popolo della Famiglia – conferma le battaglie storiche del Popolo  della Famiglia, solo e sempre PER la vita. Useremo ogni strumento lecito per fermare  questa deriva disumanizzante, anche e soprattutto a livello locale; il Presidente Emiliano  si ritenga avvertito: ‘l’ideologia della morte non passerà, in Puglia come in nessuna  Regione italiana!’”

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