Discarica Martucci, ritardi nelle attività per escludere la riapertura delle vasche

Vittorio Farella, presidente dell’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”, in una nota afferma: Il tempo scorre inesorabile e gli adempimenti per evitare la riapertura della vasca A di servizio e soccorso in contrada Martucci si accumulano sempre più. A che punto siamo? Cerchiamo di fare una ricognizione, alla luce dell’emendamento approvato il 14 dicembre scorso, per capire quanto si è fatto e quanto ancora resta da fare. Va compiuto al riguardo un chiarimento preventivo: lotto 3 e lotto 2 seguono percorsi diversi, ma sono tra loro interconnessi per l’esito finale da conseguire. Il lotto 3 è da qualche tempo, su precisa indicazione della Regione, sottoposto ad investigazione con indagini indirette, già eseguite (geognostiche e geofisiche), e dirette, in corso di esecuzione. Non era quello che aveva programmato il Tavolo Tecnico, che intendeva invece proseguire i suoi lavori di indagine sull’area vasta, dopo aver esaurito il suo compito sul sito Martucci, con la decisione adottata sin dalla fine di ottobre del 2019, decretandone il suo stato di inquinamento diffuso, ma con la D.G.R. 2211 del novembre 2019 si sovvertivano tutti i programmi. Lo ripetiamo per l’ennesima volta: per noi è un attività ridondante e superflua, considerata la conclamata condizione registrata più volte e da più fonti. Ma tant’è: l’interferenza regionale prevale sulle volontà di autonomia dell’organo tecnico voluto dal Consiglio Regionale con l’o.d.g. 179/2013 (uno dei contenuti del ricorso amministrativo in elaborazione).

Tornando al nostro ragionamento sullo stato dell’arte dell’emendamento verifichiamo che ad oggi si è in un inaccettabile ritardo su molti fronti e siamo molto preoccupati. Non tanto per le attività in corso sul lotto 3 (pozzi piezometrici e carotaggi e relativi analisi valutative, da concludersi entro il 30 aprile), pur con le implicazioni e i ritardi che lo interessano, quanto per tutti gli altri aspetti esposti in quel provvedimento. E vediamoli. Ad AGER e ARPA è stato assegnato un compito niente affatto trascurabile e secondario, cioè il “supporto tecnico amministrativo al Comune di Conversano nelle attività afferenti al completamento della messa in sicurezza permanente dell’ex discarica comunale”, che, a dispetto di quanto si pensa, continua a rappresentare una bomba non ancora completamente disinnescata. Non ci è dato poi di conoscere, ancora oggi, il cronoprogramma delle attività da effettuarsi sul lotto 3 in danno del soggetto obbligato, c:he prevedono tra l’altro, lo ricordiamo, le “misure di prevenzione attivabili ai sensi dell’art.240 del D. Lgs. 152/2006 al fine di ridurre i rischi potenziali, nonché l’espletamento degli adempimenti tecnico-amministrativi relativi alla chiusura definitiva e conseguenti attività gestionali e il Piano di ripristino ambientale e annesse opere di riqualificazione”. E scusate se è poco!
Venendo al lotto 2, la sua eventuale ripartenza è specificatamente vincolata all’avvio delle misure di prevenzione ex art. 240 D.Lgs. 152/2006, e peraltro soggiacente, per altro verso, ad una preventiva autorizzazione ambientale regionale ex d. lgs.152/2006. Misure non ancora adottate e un contenzioso in corso per l’autorizzazione AIA.

Ma per quella eventuale riapertura resta anche aperta la questione sito alternativo. Come recita in proposito l’emendamento “i Comuni della Città Metropolitana di Bari possono individuare altri siti di smaltimento aventi volumetrie disponibili rispondenti ai fabbisogni ed ai criteri localizzativi di riferimento, prevedendo l’entrata in esercizio non oltre il 2023” c’è perciò tutto ancora da definire. Su questo argomento non demorderemo: abbiamo chiesto un incontro a Regione, Comuni e Città Metropolitana poiché questo percorso va assolutamente verificato preso atto che nel 2014 l’allora Provincia di Bari individuò ben 28 siti idonei all’uso (i cui relativi provvedimenti sono in nostro possesso) e la Regione nulla ha fatto per provvedere ad esaminare tali atti ed analizzare alternative. Per noi di qui bisogna ripartire. Ed è una strada da non trascurare.

Intanto, per quel che ci riguarda più da protagonisti, proseguiamo con le attività di affinamento del ricorso amministrativo che il Comune di Conversano proporrà, con il nostro ausilio e ruolo primario e attivo a riferimento, impugnando la delibera di approvazione del Piano regionale dei rifiuti. Stiamo nel contempo anche affiancando il Comune di Mola per la produzione del suo ricorso che, a nostro avviso, non dovrebbe ricalcare il percorso amministrativo (sarebbe ridondante e pressoché inutile) quanto quello penale. Una via alternativa e integrativa, molto interessante a nostro avviso, in virtù delle tante novità emerse dopo la conclusione del processo per disastro ambientale e affioranti dall’abbondanza di documenti a supporto.

Chiediamo perciò, e con forza, un’accelerazione delle attività.

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