Monopoli: il “rassicurante” comunicato di Palazzo di Città circa i cattivi odori

Pubblichiamo integralmente il Comunicato del Comune di Monopoli relativamente al problema di quelli che ormai, troppo superficialmente e semplicisticamente, vengono definiti “cattivi odori”. Ecco quanto scritto: <<Da qualche tempo, soprattutto nei giorni di bassa pressione, si sentono in alcune zone di Monopoli odori sgradevoli, riconducibili alla combustione. Le segnalazioni non sono mancate alla centrale operativa della Polizia Locale, che prontamente ha disposto i controlli.
Il Comandante della Polizia Locale, dott. Michele Cassano, comunica che dalla perlustrazione del territorio, probabilmente, l’origine di questi cattivi odori potrebbe essere ricercato nella pratica, consentita dalla legge e disciplinata dall’Ordinanza Sindacale n. 195 del 2018, di bruciare nei luoghi di produzione i residui vegetali e i residui di potatura, provenienti da attività agricole oppure da manutenzione di orti e giardini.
La predetta pratica agronomica è possibile, tuttavia, a determinate condizioni, tra cui le più importanti sono:
-l’abbruciamento deve avvenire in presenza di un responsabile, il quale deve poter sempre intervenire in ogni momento per governare o spegnere il fuoco;
-è vietato allontanarsi dai luoghi se non quando la combustione è terminata;
-si può accendere dalle 6.00 alla 16.30, dal 1 ottobre al 31 maggio, e comunque alla distanza di almeno 50 metri da case, strade, piantagioni, siepi e materiali infiammabili e almeno 100 metri da zone boscate;
-il quantitativo massimo al giorno è di 3 metri stero (ettaro) e una larghezza massima di 25 mq.
Gli accertamenti compiuti dagli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria del Comando di Via Aldo Moro, avvenuti esclusivamente dopo le 17.00 (quindi oltre l’orario consentito), hanno evidenziato che sul posto mancava sempre il responsabile della combustione del materiale vegetale. Non avendo effettuato la contestazione al trasgressore, i proprietari dei fondi su cui sono stati accesi i fuochi saranno puniti con una sanzione da 100 a 500 euro per ogni violazione a loro imputabile per culpa in vigilando>>. 
Ancora una volta, quindi, si cerca di liquidare la questione inquinamento ambientale addossando la responsabilità “presumibilmente” all’incendio delle sterpaglie. Bene, lasciateci commentare che, di fronte alla salute pubblica, il non si può presumere, ma si deve essere certi di quello che si verifica, i dati e i risultati devono essere oggettivi e scientificamente dimostrati, insomma i controlli sulla qualità dell’aria non si fanno, come si suol dire, a naso. Intanto su altra testata giornalistica online locale abbiamo letto che una nota azienda di produzione elettrica locale, si sta adoperando per ridurre i cattivi odori. Giova ancora una volta ricordare, auspicando un serio intervento da parte dell’Arpa, che i timori e le rimostranze sollevate in questi giorni da numerosi cittadini, non riguardano solo i cattivi odori, ma la composizione dell’aria che respiriamo in presenza di quei cattivi odori.

Cosimo Lamanna 

 

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