Monopoli, edicole votive, un patrimonio da valorizzare

Rendere vicina e familiare la divinità, riceverne sicurezza, ridurre la distanza tra il credente e la divinità stessa quale può essere percepita negli edifici religiosi: Può essere questo il motivo per il quale nascono le edicole votive, espressione di una religiosità popolare ancora oggi molto forte e viva. Oggi l’importanza delle edicole votive, va oltre il semplice aspetto cultuale e religioso, per divenire un elemento di espressione della cultura e dell’identità cittadina, ed è per questo che la loro conoscenza, valorizzazione e possibilmente tutela è imprescindibile. Quando parliamo di edicola, in generale, ci riferiamo ad una struttura architettonica relativamente di piccole dimensioni, con la funzione pratica di ospitare e proteggere l’elemento che vi è collocato. Il termine deriva dal latino aedicula, diminutivo di aedes (“tempio”) e dunque con il significato originario di “tempietto”. In origine si trattava di un tempio in miniatura, che ospitava la statua o la raffigurazione di una divinità. Questi piccoli elementi architettonici sparsi per il nostro territorio prendono il nome di edicole votive. Sono vere e proprie forme di arte popolare, espressione di una religiosità radicata e diffusa che continua nel tempo. Nelle città e nei borghi si presentano sotto forma di nicchie sui muri esterni delle abitazioni, mentre lungo le strade hanno una struttura autonoma dalla base a forma di parallelepipedo. Quasi tutte custodiscono al loro interno vari oggetti, come raffigurazioni sacre, rosari, fiori, ceri. Le edicole votive formano un vero e proprio reticolato religioso, una sorta di “segnaletica”. Il ruolo principale di questi “piccoli tempi” era di proteggere il luogo sul quale erano edificati, come le porte di accesso di una città, una casa, un latifondo agricolo, archi, vicoli e chiassi. Avevano spesso la funzione di rassicurare il viandante lungo il suo cammino in vari punti cruciali del suo percorso: gli incroci, i punti di sosta, le sorgenti diventavano così occasione per la preghiera. Quasi sempre sono di committenza privata, e spesso sono state edificate per adempiere ad un “voto”. Si trovano in larga parte sul suolo pubblico, ma non mancano esempi eretti nel privato. Il centro storico monopolitano è straordinariamente ricco di edicole votive, ma queste presenze non sono un’esclusiva del “paese vecchio”, non a caso ne troviamo degli esempi non solo nelle contrade, ma anche nel borgo murattiano, in barba alla rigida ragione illuminista che aveva caratterizzato l’urbanistica di questa parte della città. I supporti e le tecniche sono le più disparate, si va dall’affresco all’olio, dalla ceramica alla terracotta, dal legno all’intonaco, dalla tela alla lamiera.



Cosimo Lamanna

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