Conversano, Loiacono non ha la maggioranza, serve risposta unitaria

CONVERSANO Dopo la pandemia nulla sarà come prima. Nemmeno per l’amministrazione-Loiacono. Dopo il sì del consiglio comunale al bilancio di previsione 2020, una approvazione arrivata con soli 7 voti della maggioranza cui si è aggiunto quello del sindaco, la coalizione di Loiacono ha preso atto di non avere più una maggioranza. In realtà, il voto sul bilancio ha fatto chiarezza sugli equilibri, reali, esistenti in consiglio comunale, dove le due figure di garanzia (sindaco e presidente dell’assemblea), da mesi venivano chiamate a schierarsi con la maggioranza, che da tanto tempo non è più maggioranza. Chiarito, adesso, il ruolo super partes del presidente del consiglio comunale ed in attesa che il sindaco faccia altrettanto e decida di mettersi al servizio di tutti e non di una parte, il consiglio comunale è chiamato a fare i conti con il futuro della legislatura che richiederà uno sforzo amministrativo enorme. Se il sindaco e tutti i consiglieri vorranno, responsabilmente, farsi carico del governo della città in questo delicato momento, dovranno sotterrare l’ascia di guerra e rimboccarsi le maniche, lavorando “per” qualcosa non “contro” qualcuno come fatto finora. Ma per fare questo, tutti, non solo la maggioranza, sono chiamati a fare un passo indietro per garantire alla città una amministrazione unitaria, compatta e concreta. Ci sono da affrontare sfide importanti. Nella fase-2 e nella più delicata fase-3 bisognerà rilanciare la città travolta dallo “tsunami” Covid. Loiacono e compagni sanno bene che la popolazione ha bisogno di risposte. Come sanno che per andare incontro a chi ha perso il lavoro, a chi non può fare la spesa e a chi inevitabilmente fallirà, non serve agire con la logica dell’assistenzialismo ad oltranza, bensì con una prospettiva di sviluppo. Ma chi dovrà interpretare questi bisogni? E come si può pensare di rilanciare l’economia cittadina, salvare imprese e lavoratori e dare risposte alle famiglie? L’ideale sarebbe affidarsi ad esperti di alto profilo (a Conversano ve ne sono tanti). Per far questo, però, la politica deve fare un passo indietro. Non è questo il tempo di dividersi o lasciarsi dividere.

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