11,5 milioni di euro per la manutenzione di ponti e viadotti della Città Metropolitana

Province e Città metropolitane hanno a disposizione ulteriori 1,150 miliardi di euro per il triennio 2021-23 per la manutenzione straordinaria di ponti e viadotti nella rete stradale di loro competenza. Di questa cifra, la Città Metropolitana di Bari potrà avere a disposizione 11,438 milioni di euro. Esattamente 3,5 nel 2021, 4,5 nel 2022 e 3,5 nel 2023. La cifra a disposizione è frutto dell’intesa raggiunta tra il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile e la Conferenza Stato-Città e Autonomie locali sul decreto ministeriale, di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze. Una cifra prevista inizialmente nel decreto Agosto del Governo Conte II e rafforzata nella legge di Bilancio per il 2021.

Da sempre il MoVimento 5 Stelle lavora per mettere al primo posto le infrastrutture esistenti e aumentare la sicurezza delle infrastrutture a beneficio di tutti i cittadini: è la grande opera della manutenzione, prioritaria e necessaria per far ripartire il Paese – dichiara il deputato pugliese Emanuele Scagliusi, capogruppo M5S in Commissione Trasporti alla Camera – La dotazione di 11,438 milioni di euro per la Città Metropolitana di Bari per il triennio 2021-23 servirà per aumentare il grado di sicurezza di ponti e viadotti della rete stradale: stiamo parlando dell’80% della viabilità extraurbana d’Italia se si guarda al sistema Paese. Il provvedimento – prosegue Scagliusi (M5S) – fa parte di una strategia complessiva più ampia e sistemica per aumentare la sicurezza delle infrastrutture a beneficio di tutti gli utenti. Ulteriori risorse potranno essere reperite con la nuova programmazione del Fondo Sviluppo e Coesione, come ha spiegato il ministro Giovannini. Nel complesso, Province e Città metropolitane hanno infatti a disposizione finanziamenti di oltre 2,5 miliardi di euro per il solo triennio 2021–2023, poiché con precedenti provvedimenti sono già stati assegnati circa 1,4 miliardi”.

Tra gli interventi ammessi, il monitoraggio anche tecnologico degli elementi strutturali, l’adeguamento delle barriere di sicurezza, il rafforzamento dei piloni e altre misure antisismiche o di protezione dal rischio idrogeologico. Nella manutenzione straordinaria rientrano anche le opere di demolizione e ricostruzione. Con l’approvazione del decreto (che deve ora essere registrato dalla Corte dei Conti prima della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale) gli enti locali, venendo a conoscenza degli importi assegnati, potranno predisporre fin da ora i piani operativi di intervento all’interno dei loro bilanci. “Parliamo di risorse che – conclude il deputato Emanuele Scagliusi (M5S) – rispetto a quelle indirizzate alle grandi opere, possono produrre un più veloce ritorno in termini economici e occupazionali sui territori ma hanno soprattutto un immediato e concreto riscontro nella vita quotidiana dei cittadini italiani”.

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