Monopoli, gli studenti “vogliamo tornare alla Rendella”

Riceviamo e pubblichiamo la nota dei Giovani Democratici di Monopoli a proposito della Biblioteca Prospero Rendella e degli spazi a disposizioni degli studenti monopolitani.

“L’ultimo anno e mezzo, lo abbiamo letto fin troppe volte, è stato caratterizzato anche dai sacrifici degli studenti e delle studentesse. Bloccati in casa, spesso costretti a condividere spazi e connessione ad Internet con altri familiari (per chi può permettersi una qualche forma di connettività), alla continua ricerca di un posto tranquillo per trovare un centro di gravità permanente retto dal display dei propri computer, unica fonte didattica da febbraio 2020.

Le studentesse e gli studenti universitari sono scomparsi, quasi immediatamente dai pensieri dei nostri amministratori.

Infatti, apprendiamo dai canali social della Biblioteca Rendella che, nel bel mezzo della sessione estiva, si è deciso di chiudere l’accesso alle sale studio per tutti i pomeriggi dal 12 al 18 giugno, a causa dell’allestimento del Prospero Fest. Non solo: per tutta la durata del festival la disponibilità di posti è ridotta anche negli orari mattutini. In sintesi, una presa in giro.

Ovviamente non possiamo che essere felicissimi del fatto che il Prospero Fest possa essere nuovamente organizzato, dopo l’interruzione dell’anno passato. Finalmente si torna a respirare aria di normalità.

Il problema, purtroppo, è un altro. La Rendella è l’unico luogo di studio in tutta la città che, ricordiamo, conta quasi cinquantamila abitanti. “Tanto c’è la Rendella” non può essere più una risposta tollerabile alla richiesta di più spazi in questa città, spazi utili per lo studio, la ricerca, la lettura e gli incontri.

Siamo orgogliosi di poter vantare un luogo così bello ed utile nella nostra città e per questo pretendiamo che venga rispettato per quello che è, evitando di trattarlo come semplice hub per qualsiasi genere di evento. Gli studenti e le studentesse – dalle elementari all’università – l’hanno sempre animata, vissuta, caratterizzandone gli spazi e rendendola veramente viva trecentosessantacinque giorni l’anno. Non chiediamo la luna, chiediamo solo di poter usufruire della biblioteca come abbiamo sempre fatto,  soprattutto in questo momento molto pesante per maturandi ed universitari (e magari qualche spazio in più per studiare)”.

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