Conversano, tornata l’eroina? di Franco Iatta

Si è tornato a spacciare eroina a Conversano? In passato, proprio nel recente passato, l’assunzione di eroina da parte di alcuni nostri giovani ha lasciato ferite che non tendono ancora a rimarginarsi completamente? A non rimarginarsi se non a costo di ripetute, non certo auspicabili ricadute?  E quindi poi anche con i prevedibili contraccolpi, non solo socio-culturali, che una simile iattura riversa su famiglie che di certo non sono affatto attrezzate per arginare uno tsunami del genere?

L’inquietante interrogativo, con il quale simo stati costretti ad iniziare questa noticina, è dettato da un banale quanto casuale, ma inquietante, ritrovamento. Nei pressi del frequentato  multisale ‘Cinema Norma’ è stata, infatti, rinvenuta una siringa per endovene. Che non pare affatto sia stata abbandonata per terra per un mero caso. Quanto, invece, chi se ne è liberato lo ha dovuta fare in fretta e furia: per non destare ulteriori sospetti. Ed anche per questo motivo la nostra siringa per endovena è stata gettata in terra – sia pure involontariamente – addirittura in bella vista pur di  liberarsene il più in fretta possibile.

È proprio il fatto che la nostra siringa per endovena sia stata abbandonata, nelle modalità che abbiamo appena paventato, che ha destato non infondati sospetti. Si è, infatti, immediatamente pensato che a Conversano non solo si fosse iniziato a spacciare eroina (oltre alle oramai solite dosi di cocaina, marijuana e hashish) ma che si fosse iniziato, ancora una volta da capo, anche ad usarla. È noto infatti che a Conversano, la mala locale, si limita, abitualmente, a spacciare cocaina, marijuana ed hashish. Che son poi le droghe più care che si possono rinvenire sul mercato locale. Mentre per approvvigionarsi  di droghe ‘pesanti’, ma molto meno care, si deve far capo a Putignano. E più precisamente si deve far capo al rione San Pietro Piturno. Dove la mala barese ha avuto buon gioco nel creare proprio in questo rione una sorta di succursale del supermercato della droga che invece serve Bari.

Ovviamente i nostri iniziali, allarmati interrogativi non hanno ancora avuto una loro convincente risposta, nonostante, da parte delle autorità di polizia locali, si facciano le solite ineludibili ed attente ricerche.

Sol che quasi di un unico fenomeno oramai si è indubitabilmente certi. La nostra siringa per endovene è rimasta lì, dove era stata furtivamente abbandonata, per più giorni. Per giorni e giorni tra l’indifferenza generale. Pare, infatti, che oggi sia sufficiente un’annoiata alzata di spalle per liberarsi di ogni fardello che ci può recare un pur minimo fastidio. Figuriamoci se ci sentiamo in grado di soccorrere chi ci chiede, di fatto, aiuto. E quindi non sa far altro che rifugiarsi nella droga che lo annienta.

In altri tempi, l’ennesimo rinvenimento di una siringa per endovena, abbandonata per strada, e raccolta solo dopo giorni e giorni, avrebbe scandalizzato non solo i soliti, preoccupati ben pensanti. Ma è evidente che affaccendati come siamo a difendere il nostro ‘particulare’: non abbiamo tempo per gli altri.

francoiatta@tiscali.it

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