“A domani”, il primo romanzo del gioiese Vincenzo Lamanna

“Come in ogni cosa che faccio c’è tanto di me. Ci sono i sogni, le emozioni, i silenzi, le paure, gli abbracci ma soprattutto c’è il cuore. C’è un uomo trasformato dai suoi viaggi, dalle sue esperienze, dal vivere ogni giorno a stretto contatto con culture diverse”. Così Vincenzo Lamanna parla del suo primo libro A domani” ( Les Flâneurs Edizioni, 170 pg –euro 14,00), la cui uscita è stata annunciata dallo stesso autore sui suoi canali social. E’ il racconto di Lorenzo, un fotografo freelance con la passione per le storie. Da sempre gli bastano un trolley e la fidata Leica per intraprendere un viaggio da cui trae sempre un insegnamento. Nel 2017 gli si presenta l’occasione di partire per la Bulgaria e raggiungere Plovdiv, la città delle sette colline, nominata capitale europea della cultura assieme a Matera per il 2019. Fra i vicoli del quartiere popolare di Trakia si imbatte in Yordanka, una donna bulgara, che da subito apre la porta di casa sua e gli insegna a leggere i volti della gente che incontrano, a capire le loro storie e a rispettare una cultura profondamente diversa da quella italiana. In un viaggio di formazione, Lorenzo entra in contatto con una realtà che lo cambia nel profondo e gli fa vedere con occhi nuovi cose che ha sempre dato per scontato. Lamanna, in una conversazione con sudestonline, spiega: “A domani è stato scritto in due anni. Due anni passati a fotografare e scrivere. Trasformare in parole quello che ho immortalato con il mio terzo occhio è stato davvero difficile. Ho scritto ovunque: per strada, sui tovaglioli di carta, sul retro degli scontrini, sulle note del telefono, la mattina alle 5 o prima di dormire, senza troppo pensare alla forma, alla maniera, senza paura, neanche della grammatica, ho scritto le cose come mi piacerebbe me le raccontassero, a voce”. Il libro,inoltre, nasce anche con l’intento di fare del bene, infatti “i diritti di autore saranno devoluti in beneficenza per un progetto culturale negli orfanotrofi di Plovdiv. Quegli orfanotrofi che sono anche descritti nel mio romanzo. Ovviamente questo è solo l’inizio di un progetto più ampio”, e vede la collaborazione di Fabio Fischetti, che ne ha curato la fotografia e del maestro Gino Donvito , che ne ha disegnato la copertina, “ una copertina che racchiude in sé l’intera storia del romanzo”. Lamanna, scrittore esordiente, è un dipendente del Ministero della Difesa, ma cosa pensano i suoi colleghi del fatto che è diventato uno scrittore? Risponde: “Scrittore? Dai non scherziamo. Aspettiamo che lo leggano e poi  farò sapere”. E nel cassetto cosa resta ancora? “Il passaporto e le mie macchine fotografiche. Pensieri da sbrogliare. Sogni da urlare. L’essenziale. Il resto non serve”.

 

Antonella Campagna

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