Sammichele, carnevale al tempo della pandemia

di MARCELLA ZACCHEO – La variante omicron se non ferma il mondo, almeno lo rallenta. Il carnevale ai tempi della pandemia è un inedito, a Sammichele. I “casalini” vivono da sempre quasi in simbiosi con il ritmo e il ballo. Tutto si concentra nelle poche settimane in cui carnevale nasce, il 17 gennaio, vive per poi morire l’ultimo martedì prima delle Ceneri che segna l’inizio della Quaresima. Tutti si sono posti il quesito: non ci sarà carnevale al tempo del Covid 19 nella città della zampina? La pandemia impone attenzione, vietati gli assembramenti perché i contatti ravvicinati durante il ballo sono benzina sul fuoco dei possibili contagi.

I “festini” sono il momento più verace, autentico del carnevale sammichelino. Nato secoli orsono, il festino coniugava l’occasione ludica di una follia temporanea che consentiva di staccare dalle fatiche quotidiane dell’agricoltore alla possibilità di un incontro tra famiglie. Le figlie trovavano marito all’epoca tra un valzer e un tango. All’epoca, in una saletta in famiglia la separazione tra generi era rigorosa. Maschi da una parte femmine dall’altra. Entrava un gruppo mascherato guidato da un conduttore in abiti “borghesi”; “maschere e conduttore possono invitare a ballare”, era il segnale impartito dal caposala. In quella danza, tra gonne svolazzanti e i ritmi vorticosi della danza si insinuava, sensuale, il profumo dell’amore. Quei festini sono diventati tradizione di un popolo, memoria di sé stessi, momento di autocoscienza collettivo. Non si può trascorrere un anno senza il carnevale. Il particolare, però, è che i festeggiamenti sono di per sé fatti di mascherine variopinte, coriandoli, vento che inanella i capelli inghirlandati di stelle filanti, fiatone e persone che corrono e danzano. O è questo o non è.

Un carnevale con mascherine FFP2, distanziamenti rigidi tra persone, gel igienizzanti è inconcepibile. Cosa inventare, dunque, per tenere viva la memoria e, soprattutto, dare sfogo alla frenesia del ballo che pervade ogni anno a febbraio?

“A novembre scorso, quando ancora non c’erano le restrizioni vigenti per manifestazioni e sale da ballo, siamo stati i primi a valutare con la condivisione del Comune di Putignano, che non c’erano i presupposti per tenere quest’anno il carnevale nelle forme consuete”. Parte da questa considerazione la spiegazione delle motivazioni alla base delle sue decisioni, il sindaco di Sammichele Lorenzo Netti. “C’era ancora un’emergenza sanitaria e non c’erano ancora quelle condizioni di serenità e spensieratezza che sono proprie del carnevale”. E questo, quando ancora omicron non esisteva. “Non si può partecipare ad una festa con la paura del contagio, non ci si diverte e il carnevale è allegria allo stato puro – dice Netti – prendemmo l’impegno con gli organizzatori dei festini per incontrarci e valutare il da farsi, mettere in campo soluzioni alternative per non far passare sotto traccia questa nostra tradizione per il secondo anno consecutivo”.

L’idea è quella di un carnevale diverso. Tutti i capisala e organizzatori di festini a Sammichele, ogni domenica, a partire dal 23 gennaio, si ritroveranno a palazzo Pinto, in piazza Netti. Ciascuno, come in ogni festino che si rispetti, si produrrà in gag e scenette comiche e nelle proverbiali frasi in rima. Una gara a base di allegria. Non sarà possibile l’ingresso alla cittadinanza, evidentemente. “Abbiamo già realizzato una partnership con una tv locale di Acquaviva che riprenderà le serate. Tutte le domeniche dalle 17 alle 19, fino all’ultimo appuntamento di martedì 1 marzo, con il funerale del carnevale, sarà mandata in onda una trasmissione tv che sarà possibile vedere sui social. Stiamo anche cercando di utilizzare la piattaforma Zoom per collegare in rete i cittadini per una partecipazione virtuale. Loro vedranno noi e noi vedremo loro”.

Internet porterà il carnevale sammichelino in tutto il mondo. E chissà che in futuro non si pensi ad ulteriori evoluzioni anche quando la pandemia sarà finita.

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