Un mega Parco urbano ad Alberobello?

Un parco urbano per Alberobello. L’intervento è stato candidato nell’ambito del Patto Polis Territoriale Sud Est barese. «Creeremo – dice il vice sindaco e assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Ricci – una nuova connessione tra periferia e zona monumentale per la promozione di un turismo esperienzale, inclusivo ed ecosostenibile». L’idea è quella di un nuovo percorso, di fruizione lenta, che attraversi i campi coltivati e terrazzati e arrivi nella zona trulli, per una visita diffusa e un turismo inclusivo ed ecosostenibile. L’obiettivo è quello di creare una cucitura tra zona parcheggio, zona alberghiera e centro cittadino proponendo un’alternativa a quella esistente, che permetterebbe di prolungare il tempo di visita nella capitale dei trulli e al contempo anche di ampliare l’area da visitare. Questo l’intento dell’amministrazione comunale attraverso l’intervento di «valorizzazione con rimozione di elementi detrattori, rinaturalizzazione e promozione della fella fruizione pubblica e turistica degli spazi destinati all’uso collettivo del Parco Urbano» che è stato candidato nell’ambito del Patto Polis Territoriale del sud est barese. Costo del progetto 860mila euro. «Si pensa – spiega ancora Ricci – di rendere fruibile l’intero ambito del Parco Urbano e a potenziare le connessioni di carattere storico e ambientale tra la zona monumentale dei trulli e la campagna urbanizzata. In questo modo creeremo un nuovo circuito che valorizzerà il patrimonio rurale e le colture storiche prossime alla zona monumentale». Il progetto prevede la creazione di nuovi percorsi alternativi di fruizione turistica e di valenza paesaggistica, attraverso il verde recuperato con ombreggianti naturali e cisterne storiche per la refrigerazione, che integreranno i percorsi esistenti di connessione tra area del terminal bus e strutture ricettive con la zona trulli. Saranno tutelati e valorizzati gli orti urbani in stato di abbandono presenti ai margini della zona dei trulli, favorendo il recupero ambientale e strutturale di questo patrimonio rurale unico. È prevista anche un’oasi naturale dedicata all’agricoltura storica, un conservatorio biologico dell’ecosistema rurale e il recupero delle coltivazioni autoctone storiche, da reintrodurre nei terrazzamenti storici, dove sono già presenti alberi centenari, e sulla sommità di monte Olimpo per creare un giardino nostrano. «Tra gli effetti più immediati – spiega Ricci – ci sarebbe anche la decongestione dell’affollamento di turisti nelle giornate di picco durante il corso dell’anno, nelle zone più centrali e la possibilità di valorizzare quelle più periferiche. L’obiettivo principale del sistema di interventi in questa vasta area di territorio comunale è che, il nuovo percorso e la creazione di punti di sosta e di osservazione del panorama circostante, inoltre, consentano di mettere a disposizione degli operatori del turismo, ma anche delle organizzazioni attive in ambito culturale, sociale, religioso e di animazione territoriale in genere, nuovi spazi ed occasioni per l’organizzazione di eventi in campagna ma a poche centinaia di metri da largo Martellotta e dalla scalinata di via Monte San Michele».

 

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