L’avv. Giuseppe Angiuli: “Sugli immigrati, il Sindaco Romani ha ragione”.

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Nel 2011, mentre la NATO bombardava la Libia di Gheddafi, l’avv. Angiuli partecipò a Roma
ad una manifestazione di protesta sotto la sede del Ministero degli Esteri

Sulla polemica riguardante il previsto arrivo di circa 170 immigrati nel territorio della città di Monopoli, che ha recentemente provocato la nascita di parecchi dibattiti sui social network, interviene l’avvocato Giuseppe Angiuli, il quale si schiera sostanzialmente dalla parte del Sindaco Emilio Romani. “Il Sindaco di Monopoli ha sostanzialmente ragione“, ha affermato l’avvocato Angiuli. L’immigrazione di massa che il nostro Paese sta vivendo negli ultimi tempi non è un fenomeno spontaneo ma è un immenso business criminale attorno al quale in tanti si sono costruiti una fortuna, come finalmente sta iniziando ad emergere per mezzo della coraggiosa inchiesta a cura del Pubblico Ministero dott. Zuccaro, della Procura della Repubblica di Catania. Non si può più ritenere l’immigrazione come un fenomeno fisiologico – chiarisce l’avv. Angiuli – quando ormai vi sono delle prove inoppugnabili sulla esistenza di un vero e proprio piano perverso che persegue l’obiettivo di svuotare le nazioni dell’Africa subsahariana e di favorire la deportazione organizzata di una moltitudine incontrollata di persone verso le coste del nostro Paese. Nella realizzazione di questo piano, risulta decisivo il ruolo ambiguo e frenetico svolto da alcune ONG pseudo-umanitarie, alcune delle quali facenti capo al finanzieremagnate George Soros il quale, non per caso, nei mesi scorsi si è precipitato a Palazzo Chigi a fare visita a Gentiloni appena dopo che l’inchiesta del PM Zuccaro stava iniziando a “scoperchiare la pentola” sul ruolo delle ONG nelle acque del mediterraneo meridionale”. Secondo l’avv. Angiuli, uno Stato sovrano deve avere tutto il sacrosanto diritto di controllare i suoi confini e limitare il numero di accessi stranieri sul proprio suolo, giacchè il dovere di solidarietà con gli immigrati deve sempre conciliarsi con quello di impedire che le nostre società precipitino nel caos e diventino ingovernabili, come forse farebbe piacere a quelli che organizzano la deportazione di massa degli immigrati. E allora, se così stanno le cose, non c’è niente di male se un uomo delle istituzioni locali alzi la voce per fare presente che, accanto al dovere della solidarietà occorre sempre tenere conto del rischio che un numero eccessivo e sempre crescente di immigrati risulti ingestibile e possa anche dare luogo a seri problemi di ordine pubblico. Secondo l’avv. Angiuli, quando si parla di questo tema, evocare i concetti di “razzismo” o “chiusura xenofoba” è fuorviante e serve solo a certi settori della sinistra globalista per “buttarla in caciara”. Chi grida al razzismo lo fa solo per strumentalità e per eludere i nodi veri del problema: se davvero vogliamo bene ai popoli africani, sarebbe bene comprendere che essi in realtà non avrebbero bisogno di emigrazione coatta ma di costruirsi un sano sviluppo autoctono nelle loro patrie. Nel 2011, mentre la NATO bombardava la Libia di Gheddafi, l’avv. Angiuli partecipò a Roma ad una manifestazione di protesta sotto la sede del Ministero degli Esteri L’avvocato Angiuli è attualmente impegnato nella costruzione della C.L.N. (Confederazione per la Liberazione Nazionale), una nuova coalizione politica nazionale battezzata il primo settembre scorso a Chianciano Terme e nata per perseguire una piattaforma di obiettivi patriottici ed anti-liberisti. “Alle prossime elezioni politiche vogliamo presentarci con un programma che chiameremo ITALIA RIBELLE E SOVRANA – ha dichiarato l’avvocato Angiuli – e il nostro principale obiettivo sarà quello di condurre il nostro Paese fuori dalla gabbia dell’euro e dei Trattati dell’Unione Europea, che stringono il popolo italiano come un cappio al collo, impedendo la ripresa della nostra economia”. L’avvocato Giuseppe Angiuli, da tempo impegnato sul terreno delle relazioni internazionali, ricorda con orgoglio di essersi fermamente schierato, qualche anno fa, a difesa della sovranità del legittimo governo libico guidato dal colonnello Muahammar Gheddafi, con la cui defenestrazione è iniziato il flusso ininterrotto di immigrati verso le coste italiane. “Il vecchio Presidente libico Gheddafi stava seriamente lavorando alla costruzione di un sano sviluppo autoctono per l’intero continente africano – ha concluso l’avvocato Angiuli – collaborando col Presidente sudafricano Zuma nella realizzazione di una nuova moneta pan-africana sganciata dal dollaro e nella creazione di un nuovo Banco di Sviluppo per l’Africa. La sua azione non era gradita alle vecchie e nuove potenze coloniali, in particolare a Francia, Gran Bretagna e agli U.S.A., le quali hanno avuto interesse a destabilizzare la Libia per impadronirsi delle immense ricchezze del sottosuolo libico e lasciare a noi italiani questo grande fardello della tratta criminale degli immigrati”.

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Cosimo Lamanna

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