Dopo i noti fatti di Polignano, l’Ordine degli Psicologi di Puglia parla dell’identità di genere

In questi giorni sono molteplici le manifestazioni contro l’omofobia e per il riconoscimento dell’omosessualità come titolare di diritti e di dignità. L’Ordine degli Psicologi della Puglia interviene sull’argomento con le parole del Vicepresidente Vanda Vitone che ricorda come lo stesso Ordine vede nella scuola la risorsa fondamentale per la formazione di una società che riconosca, rispetti e valorizzi l’omosessualità. “L’educazione sessuale e psico-affettiva nelle scuole – afferma Vitone – basata su evidenze scientifiche, è un indispensabile strumento per favorire una libera espressione della propria personalità e prevenire forme di sessismo, omofobia, bullismo e violenza contro le donne“. Le scuole vanno sostenute in questo compito con la presenza degli psicologi. “L’Ordine pugliese della categoria”, dice Vitone, “ ha sempre valorizzato il ruolo dello Psicologo anche nell’ambito scolastico, finalizzato soprattutto ad una diffusa attività di prevenzione del disagio giovanile e alla promozione della salute e del benessere psicologico dei ragazzi“. Il Vicepresidente ricorda che da qualche tempo in Italia sta prendendo sempre più piede una vera e propria propaganda contro gli studi sul “genere”, considerati privi di valore scientifico e devianti, volti a negare la distinzione biologica tra i sessi e diretti a guidare i bambini e i ragazzi verso l’omosessualità e la transessualità. “Abbiamo letto e ascoltato – dice Vitone – svariate dichiarazioni che parlano di bambini strumentalizzati e indottrinati, di pornografia nelle scuole, di una educazione affettiva e sessuale deviante. A prescindere da valutazioni e credo personali, partiamo da un semplice presupposto: non esiste alcuna teoria del genere o ideologia di genere“. Da diversi anni vengono proposti gli studi di genere, effettuati da parte delle maggiori università internazionali secondo i crismi della scientificità, i quali affermano l’esistenza di un sesso biologico che però da solo non basta a determinare la nostra identità, che è una realtà dinamica ed estremamente complessa, costituita dall’interazione tra sesso, genere, orientamento sessuale e ruolo di genere. “Nello specifico – ricorda Vitone – il sesso è determinato alla nascita (organi genitali); il genere invece è un costrutto socio-culturale e cioè varia a seconda dell’epoca e della cultura in cui viviamo e delle regole sociali“. Le società hanno costruito nel tempo ruoli per l’uomo e ruoli per la donna, il genere è acquisito attraverso modelli appresi di differenziazione tra maschio e femmina. L’identità di genere è la percezione che l’individuo ha di sé come uomo o donna; a volte non coincide con il sesso. In questi casi si parla di “disforia di genere”. L’orientamento sessuale è definito come l’attrazione sessuale e sentimentale che un individuo prova verso l’altro da sé: per esempio dell’altro sesso, dello stesso o di entrambi. “E’ fondamentale – afferma Vitone – educare al genere, sostenere lo sviluppo psico-fisico, sessuale e relazionale affinché i bambini e i ragazzi possano sviluppare una personalità armonica, al di là delle aspettative sulla propria mascolinità e femminilità e nel rispetto reciproco tra sessi e orientamenti diversi. L’attività di prevenzione nella scuola può essere un anello della catena indispensabile al superamento di stereotipi di genere, ancora troppo radicati nella nostra società“. A livello nazionale l’insegnamento scolastico deve farsi promotore “della promozione del rispetto delle identità di genere, del superamento di stereotipi sessisti attraverso la diffusione dell’educazione affettiva e sessuale, rispondendo altresì all’esigenza di attuare i principi di pari dignità e non discriminazione sanciti dalla Costituzione“.

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