Adinolfi (PDF): Draghi non sia eletto Capo dello Stato

Mario Adinolfi, Presidente nazionale del Popolo della Famiglia, si esprime con un video sui social sull’ormai prossima corsa al Quirinale bocciando l’attuale premier: “Mario Draghi non può più essere eletto presidente della Repubblica, non rappresenterebbe l’unità della nazione. Ha varato decreti  che hanno  gettato nell’angoscia milioni di lavoratori che perderanno lo stipendio e si sentono vessati dallo Stato. Ha prodotto un clima da apartheid nel Paese, con un decreto che esclude milioni di persone dai servizi degli uffici pubblici, dal diritto a salire su un mezzo pubblico, e persino dalle banche dove sono depositati i loro danari,  tutto con un decreto che non ha avuto neanche il coraggio di illustrare agli italiani come abitualmente si fa dopo provvedimenti così rilevanti. Nessuna conferenza stampa mettendoci  la faccia per dichiarare questo subdolo stato di sottomissione. Un personaggio così non può essere il prossimo Capo dello Stato, al di là di qualsiasi valutazione si abbia sui vaccini dal punto di vista medicale, che non ci compete, ma dal punto di vista politico non si criminalizzano milioni di italiani indicandoli come untori e diffusori del morbo quando è ormai chiaro che il morbo si propaga in egual modo attraverso vaccinati e non vaccinati. Ora al Quirinale serve un pacificatore, anzi una Pacificatrice,  come abbiamo detto all’assemblea nazionale del Popolo della della Famiglia indicando una donna cattolica come prossimo ideale Capo dello Stato. Draghi non può più esserlo”.

“Compromesso l’assetto sociale ed economico. Aumentati gli stati depressivi in tutte le fasce di età. I giovani e i bambini ricacciati nella discriminazione di un premio per un siero sperimentale iniettato o non”. – commenta Patrizia del Giudice, coordinatrice pugliese del Popolo della Famiglia  – 

“Ogni parola che ha pronunciato il Presidente Adinolfi rappresenta i tantissimi padri e madri che ci cercano da mesi per essere aiutati, confortati e difesi contro questa politica prepotente, arrogante e persecutoria, posta in essere dal Governo nazionale quanto da quello regionale.”

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