Consiglio regionale fermo, a rischio Parco Ripagnola

Il Consiglio regionale si è fermato (ma non poteva essere convocato a porte chiuse come sta accadendo in altre regioni italiane e comuni?) con conseguenze pesanti per i pugliesi. Preoccupati dello stallo sono i movimenti ambientalisti che chiedevano l’istituzione dell’area protetta a Ripagnola, tra Mola e Polignano, il cui ddl (disegno di legge) istitutivo è stato approvato due settimane fa dalla Giunta regionale e dopo i passaggi in commissione e la verifica delle eventuali osservazioni o ricorsi (il Comune di Polignano e tanti proprietari delle aree interessate dai nuovi vincoli hanno annunciato ricorsi al Tar-Tribunale amministrativo regionale) attende la discussione in consiglio regionale. Per sollecitare una accelerazione delle procedure, che stanno trovando attuazione con ben 23 anni di ritardo (la legge regionale istitutiva delle aree protette risale al ’97) si è tenuta domenica scorsa una manifestazione a Ripagnola che ha visto la partecipazione di un migliaio di cittadini. Ora le bocce sono state nuovamente fermate (il titolo odierno della Gazzetta è emblematico; ndr). Motivo ufficiale: il Coronavirus. Motivo reale?

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